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mercoledì 16 ottobre 2019

Attualità giovedì 19 settembre 2019 ore 16:35

Arcipelago pulito, altri cinque porti coinvolti

Foto di repertorio

Dopo la sperimentazione che ha interessato il porto di Livorno, il progetto Arcipelago pulito arriva in altri cinque porti toscani



PIOMBINO — Il progetto "Arcipelago Pulito" diventa un modello per altri porti della Toscana, dove, come a Livorno, i pescatori potranno portare a riva i rifiuti (e soprattutto le plastiche) tirati su con le reti assieme al pescato.

"Il Ministero – ha annunciato infatti l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli, durante il G20 delle spiagge – ha appena firmato il via libera a un nuovo protocollo che permette di estendere il progetto, dopo la sperimentazione di Livorno, anche all'Argentario, Castiglione della Pescaia, Viareggio, Piombino e Portoferraio all'Elba". 

L’obiettivo successivo sarà quello di costruire un sistema industriale per lo smaltimento dei rifiuti raccolti dai pescatori in mare.

Il progetto è nato da un vuoto normativo, da colmare. Per assurdo che possa sembrare, i pescatori che accidentalmente tirano su con le loro reti non solo pesci ma anche rifiuti e plastiche ne sono considerati oggi responsabili nel momento in cui li conducono in porto e sarebbero quindi teoricamente costretti a pagarne i costi di smaltimento: nella pratica quello che accadeva è che i rifiuti venivano rigettati in acqua. "Arcipelago Pulito ha permesso di portarli a terra, con la soddisfazione di tutti – ha ricordato Bugli – e senza che i pescatori rischiassero più una multa". Nel porto di Livorno è stata messa in piedi una vera e propria filiera dei materiali di scarto abbandonati in mare, che partendo dai pescatori arriva all'impianto di recupero di Revet.

La Regione aveva tenuto a battesimo il progetto un anno fa nello spicchio di Tirreno davanti a Livorno. La sperimentazione, esempio di economia collaborativa e circolare ma anche molto senso pratico e buon senso, era stata presentata l'anno scorso a fine giugno a Bruxelles al Parlamento europeo. Parallelamente era stato chiesto al Governo di approvare velocemente una legge. Dopo i primi sei mesi la sperimentazione era stata prorogata di altri quattro. 

Da aprile 2018 fino allo scorso settembre sono stati raccolti con una mezza dozzina di piccoli pescherecci oltre 18 quintali di rifiuti, per un volume di oltre 24 mila litri. Su 18 quintali, circa il 20 per cento è composto da plastiche riciclabili.

Il progetto è stato reso possibile grazie al coinvolgimento e alla collaborazione di più soggetti: il Ministero, Legambiente, la Guarda Costiera, l'Autorità di sistema portuale del MarTirreno Settentrionale, Unicoop Firenze che ha contributo con un sostegno ai pescatori, la società Labromare che gestisce la raccolta dei rifiuti nel porto e Revet che li ricicla. Ora altri cinque porti sono pronti a replicare l'esperienza.



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