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Attualità Domenica 08 Aprile 2018 ore 12:00

Arcipelago pulito, pescatori spazzini del mare

Foto di archivio

Dal porto labronico il progetto sperimentale "Arcipelago pulito" per destinare a riciclo i rifiuti che vengono pescati in mare con le rete



LIVORNO — I pescatori diventano spazzini del mare o almeno, nel tirare su le reti cariche di pesci, faranno anche questo. Accade a Livorno e per la precisione nel tratto di mare tra la città labronica e la costa grossetana nell'ambito del progetto sperimentale Arcipelago Pulito.

A siglare il protocollo la Regione Toscana, il Ministero dell'ambiente, l'Unicoop Firenze, Legambiente, l'Autorità portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Labromare che è la concessionaria per il porto di Livorno per la pulizia degli specchi acquei portuali, la Direzione marittima della Toscana, l'azienda di raccolta dei rifiuti Revet e la cooperativa di pescatori Cft.

L'accordo, che riguarda i trecento chilometri quadrati di mare tra Livorno e Grosseto, nel cuore dell'Arcipelago toscano e del Santuario dei cetacei, avrà inizialmente una durata di sei mesi e chiude un cerchio al momento interrotto. Fino a ieri infatti i pescatori toscani erano costretti a ributtare in acqua i rifiuti in plastica pescati durante l'attività ittica: la legge, per quanto assurdo possa sembrare, li rendeva produttori di rifiuti se li avessero condotti a riva. Ora invece avranno l'opportunità di portarli in porto, destinarli al riciclo e così contribuire a liberare l'ambiente marino dalle plastiche.

Il progetto è iniziato a Marzo con la formazione dei pescatori e tra la primavera e l'estate poi si passerà al piano operativo in mare per la durata di sei mesi. All'inizio saranno coinvolte una decina di imbarcazioni di grandi dimensioni, successivamente potrebbero essere utilizzate però anche le barche più piccole delle ventiquattro in forza alla cooperativa. 

L'esperimento interessa Livorno ma nel prosieguo potrebbe essere replicato altrove come a Piombino, l'isola d'Elba e Capraia.


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