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giovedì 21 novembre 2019

PAROLE IN VIAGGIO — il Blog di Tito Barbini

Tito Barbini

In primo piano per decenni, nella politica italiana, all’improvviso non ne senti parlare più. Chiedi e nessuno sa darti notizie. Poi scopri che ha fatto una cosa che molti vorrebbero fare, ma sognano soltanto: dare lo stop alla vita di sempre e partire. Tito Barbini, classe 1945, sindaco di Cortona a 24 anni, poi presidente della Provincia di Arezzo, infine per 15 anni assessore regionale prima all’Urbanistica e poi all’Agricoltura, amico personale di Francois Mitterand. Si mette dietro le spalle tutto questo e intraprende un viaggio lungo cento giorni, che lo porta dalla Patagonia all’Alaska. Cento giorni a piedi e in corriera, per bagaglio uno zaino. Da allora attraversa confini remoti e racconta i suoi viaggi e i suoi incontri nei libri. E’ ormai, a tempo pieno, scrittore di viaggi. Più di dieci libri, non solo geografia fisica, paesaggi e luoghi, ma geografia della mente. In Patagonia o nel Tibet, un mondo altro, fatto di dolori, speranze, delusioni. Nel 2016 è uscito il libro "Quell’idea che ci era sembrata così bella - Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio"

Blog barbino

di Tito Barbini - martedì 20 agosto 2019 ore 16:59

E così eccomi qui a Budapest,prima tappa del mio lungo viaggio. Eccomi qui, anch’io vecchio leone un po’ spelacchiato, che guarda scorrere il tempo nel Danubio. E, come vi avevo promesso, scrivo la prima cartolina. 

Claudio Magris ha scritto che Budapest è la più bella città de Danubio. Ancora più di Vienna. Budapest, dice lo scrittore che ci ha donato tante pagine straordinarie sul mito e la realtà del mondo asburgico al tramonto, da la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un’importanza da città protagonista della storia. 

E io vorrei perdermi nella Budapest di Magris, nelle suggestioni, nei richiami, nelle corrispondenze che a ogni angolo, a ogni passo, ti porge questa città che riassume in se davvero tutto quello che è stata la Mitteleuropa. Vorrei indugiare su quanto è rimasto, se è rimasto con Orban, e malgrado tutte le criminali magagne del passato, di quella straordinaria esperienza di convivenza tra i popoli, culture, religioni diverse che fu anche un fatto di stile, di toni, di misura. 

E semplicemente, vorrei godermi tutto quanto c’è intorno a me questa mattina di agosto: il fascino antico del ponte delle Catene e il panorama che si coglie dal bastione del Pescatore, le splendide decorazioni liberty di tanti palazzi e la pace dell’isola Margherita. 

Ma il mio è un viaggio della memoria , e, nei prossimi giorni, se non vi annoia, il mio racconto ripartirà appunto da essa.

Tito Barbini

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