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martedì 18 settembre 2018

Attualità lunedì 20 agosto 2018 ore 21:37

Basta rovistare nei cassonetti, scattano le multe

Foto di repertorio

Un provvedimento necessario per stoppare il fenomeno diffuso in molte zone del territorio. Introdotti anche gli ispettori ambientali



CAMPIGLIA MARITTIMA — “E’ solo attraverso l’educazione e la condivisione dei valori che si possono risolvere i problemi legati ai comportamenti singoli o di gruppo”, lo ha affermato Rossana Soffritti, sindaca di Campiglia Marittima dove da poco sono scattate le norme che prevedono multe per chi rovista nei cassonetti, ma non c’è nessuna contraddizione, infatti, come spiega Soffritti, la possibilità di comminare le multe è una facoltà che non va disgiunta da progetti di educazione ambientale e di tutela della salute a partire dalla scuola. Concetti ribaditi anche dalle assessore Viola Ferroni e Alberta Ticciati.

La delibera di giunta approvata lo scorso 9 Luglio entra nello specifico di quanto stabilito con l’ordinanza sindacale che introduce le figure degli ispettori ambientali come coadiuvanti nell’attività di vigilanza e informazione riguardo al corretto smaltimento e conferimento dei rifiuti e degli altri atti amministrativi predisposti in materia, stabilendo sanzioni specifiche per chi non fa una corretta differenziazione dei rifiuti, chi li abbandona e chi li asporta dai cassonetti. 

“Questo ultimo aspetto – ha aggiunto la sindaca - che va a collocarsi in un quadro più ampio, merita di essere approfondito per non prestarsi a interpretazioni fuorvianti che rischiano di lanciare un messaggio diametralmente opposto allo spirito della delibera”.

Un provvedimento ritenuto necessario per alcuni motivi: rovistare nei cassonetti è un comportamento dannoso per la salute pubblica ed in primo luogo per quella di chi vi si introduce; le piazzole dove sono situati i cassonetti vengono lasciate ricoperte di rifiuti sparsi, creando un danno ambientale; stoppare il mercato illegale in cui finiscono gli oggetti prelevati dai cassonetti.

“Lo scopo del provvedimento – ha spiegato l’assessora alle finanze e tariffe Viola Ferroni - non è quindi quello di accanirsi contro chi già evidentemente vessato da un sistema che ogni giorno si fa sempre più aspro e diffidente, ma di far capire che una buona e proficua integrazione, dove lo scambio è arricchimento per tutte le culture che hanno la fortuna di incontrarsi, passa anche da una conoscenza delle regole dei luoghi in cui, stanzialmente o temporaneamente, viviamo”.

“La misura peraltro presente in quasi la totalità dei comuni ha lo scopo di tutelare la salute dei cittadini e riguarda tutti. – ha concluso l’assessora alle politiche sociali Alberta Ticciati - Le misure di controllo e coercitive sono state pensate per provare ad arrestare l’abbandono selvaggio dei rifiuti, il conferimento scorretto degli stessi e la mancanza di rispetto di sé stessi, del prossimo e della comunità intera e non certo per penalizzare o accanirsi su chi già vive un disagio economico e/o sociale e che può fruire dell’articolata rete socio-sanitaria che il nostro territorio mette a disposizione”,

La delibera è stata preceduta da un confronto con le associazioni che si occupano di accoglienza e gestione sul territorio, le quali hanno condiviso con l’amministrazione la necessità di affiancare ad una politica di spiegazione e conoscenza misure deterrenti come appunto la previsione di sanzioni.



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