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Lavoro mercoledì 05 maggio 2021 ore 09:00

"Preoccuparsi dell'intera filiera del pomodoro"

Luca Brunelli, presidente Cia Toscana

Brunelli (Cia Toscana): “Bene riapertura stabilimento: garantire proseguo campagna 2021 e tutelare le migliaia di aziende agricole conferitrici”



CAMPIGLIA MARITTIMA — “Accogliamo positivamente la conferma della riapertura dello stabilimento Petti, con le prescrizioni indicate dalla Regione Toscana. Ma oltre al sospiro di sollievo per i 130 dipendenti, è necessario sottolineare quanto sia importante che la campagna del pomodoro da industria prosegua senza interruzioni, per centinaia di coltivatori della Val di Cornia e di altre zone della Toscana, per mille ettari di coltivazioni”.

A sottolinearlo è Luca Brunelli, presidente Cia Agricoltori Italiani della Toscana, dopo la chiusura dello stabilimento di lavorazione del pomodoro, nella scorsa settimana, in seguito all’operazione dei Carabinieri che ha portato al sequestro di circa 4.500 tonnellate di pomodoro (leggi qui sotto gli articoli collegati).

La coltura del pomodoro da industria ha necessità di programmazione, ha sottolineato la Cia Toscana. 

"Per cui, pur accogliendo positivamente gli esiti della recente Conferenza dei servizi – prosegue Brunelli – resta la preoccupazione per le aziende produttrici, per i lavoratori e per la campagna. Senza campi coltivati a pomodoro, non si fanno i prodotti: per cui è necessario fare attenzione e preoccuparsi dell’intera filiera, di definire buoni accordi, di riconoscere il giusto prezzo agli agricoltori, di valorizzare le filiere locali anche per ragioni eco-ambientali”.

Anche perché, come ha aggiunto Cia Toscana, il tema dello scarico dei reflui diventa centrale nel momento della trasformazione quando sono in lavorazione 12-18mila quintali di materia prima fresca al giorno, con grande variazione rispetto alle condizioni in cui viene consegnata alla fabbrica e, conseguentemente, sulla qualità degli scarichi al depuratore.

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