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sabato 24 agosto 2019

Attualità mercoledì 17 agosto 2016 ore 17:18

"Costituzione, attuarla è meglio che cambiarla"

Uno scatto della serata

Così l'accademico Salvatore Settis ospite a Venturina ha presentato il suo libro che indaga le dinamiche della riforma costituzionale



CAMPIGLIA MARITTMA — L'incontro con l'accademico Salvatore Settis, autore del recentissimo libro "Costituzione! Perché attuarla è meglio che cambiarla", ha ottenuto un notevole riscontro di pubblico.

A raccontare la serata sono gli organizzatori del gruppo Comune dei Cittadini. "Molti i temi affrontati, ma una domanda su tutte ha polarizzato sin dall’inizio l’attenzione: perché questa riforma, a chi serve, quali diritti rafforza e quali indebolisce? - hanno raccontato - Settis ha messo in evidenza come, in perfetta continuità con queste indicazioni e con l’imprimatur dell’allora presidente della Repubblica Napolitano, i governi Letta e Renzi abbiano intrapreso un percorso di modifica Costituzionale in perfetta assonanza con le soluzioni suggerite dalla grande finanza: un governo centrale forte rispetto al parlamento e alle autonomie locali". 

"Nel corso della serata - hanno aggiunto - sono poi stati confutati puntualmente i cavalli di battaglia dei sostenitori della riforma Renzi-Boschi-Verdini: il Senato non è affatto abolito ma resta con diverse e confuse distribuzione delle funzioni che rischiano addirittura di complicare il processo legislativo, i risparmi sui costi della politica potevano essere benissimo conseguiti tagliando quelle di tutti i parlamentari (che restano invece invariate), i risparmi saranno comunque esigui e molto distanti dai 500 milioni annui annunciati da Renzi e promessi ai poveri (ai quali bisogna da subito dare sostegno a prescindere dalla riforma), le province non sono più elettive ma restano quasi ovunque con diversi nomi". 

"Settis ha molto insistito su come è scritta la riforma. - hanno riportato - Ha letto testualmente l’art. 70 che regola il processo legislativo. Nella Costituzione vigente il testo è di 9 parole, in quello modificato dalla riforma Renzi-Boschi-Verdini è di 434 parole, tortuose, con codicilli e rinvii che lo rendono semplicemente incomprensibile. Ma, ha aggiunto, questo non viene a caso: è fatto per confondere le idee, per tenere i cittadini lontano dalla Costituzione, per consegnare la democrazia, legata mani e piedi, nel porto delle nebbie dove a prevalere non sono di diritti dei cittadini ma i poteri forti”.



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