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giovedì 05 dicembre 2019

Attualità sabato 22 ottobre 2016 ore 18:06

La miniera rivive nel parco

Le macchine e gli edifici della miniera sono ancora lì, ma con l’apertura del Parco, nuovi ritmi, nuove voci e nuovi gesti ne hanno preso possesso



CAMPIGLIA MARITTIMA — Si è svolta la giornata di celebrazione del parco archeominerario di San Silvestro per i quarantenni dalla chiusura delle miniere di Campiglia.

“Ricordare la vicenda delle lotte dei minatori negli anni ‘70 oltre ad essere un’iniziativa che si focalizza sulla memoria e sull’identità del territorio, mantiene al centro dell’attenzione la questione del lavoro quanto mai attuale, e si integra appieno in quel processo di formazione e crescita del Parco archeominerario improntata dal lavoro scientifico del professor Riccardo Francovich e programmatoria delle amministrazioni comunali di Campiglia dagli anni ’80 che hanno dato la spinta fondamentale per una nuova visione culturale e gestionale delle numerose risorse del territorio che rappresentano a tutt’oggi la chiave di volta del nostro ampio e sfaccettato tessuto socio economico”. Con queste parole la sindaca Rossana Soffritti ha commentato la giornata celebrativa a 40 anni dalla chiusura della miniera di Campiglia.

"Dalla Miniera al Parco, dal Parco alla Miniera" ha riportato la lancetta dell'orologio al 22 ottobre del 1976, quando dopo una lunga fase di crisi economica la miniera di Campiglia fu occupata per tre lunghi mesi (leggi l'articolo consigliato).

"Con questa iniziativa non abbiamo voluto semplicemente ricordare una pagina storica che ha segnato profondamente la comunità di Campiglia Marittima, ma testimoniare quanto l’eredità di quei giorni di lotta e rivendicazione sia attuale e ancora saldamente legata all’identità di questo territorio. Il Parco Archeominerario di San Silvestro è infatti figlio di quella stagione di lotte e caparbia volontà di resistere ad una crisi ormai inarrestabile, ne porta ancora tracce indelebili nella sua natura unica. Le macchine e gli edifici della miniera sono ancora lì, come nell’ottobre del 1976, ma da venti anni, con l’apertura del Parco, nuovi ritmi, nuove voci e nuovi gesti ne hanno preso possesso, dando prospettive nuove a quei luoghi per decenni segnati dalla fatica del lavoro nelle cavità oscure della terra. Ma le voci di oggi, quelle del parco, non hanno coperto quelle degli ultimi minatori, anzi, dialogano con esse e ne mantengono vivo il significato, nel racconto che tutti i giorni aspetta i visitatori di San Silvestro tra i macchinari e nelle gallerie, rendendo questo parco unico al mondo", ha affermato il presidente della Parchi Val di Cornia SpA, Francesco Ghizzani Marcìa.



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