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Politica lunedì 21 dicembre 2020 ore 10:30

Parchi, "nessuna linea condivisa di azione"

I consiglieri del Gruppo 2019

Per il Gruppo 2019, al di là dello scontro tra sindaci, si sta smantellando ogni prospettiva di valorizzare il patrimonio ambientale e storico



CAMPIGLIA MARITTIMA — "È giusto essere preoccupati per la Parchi, lo siamo anche noi. Lo siamo perché da molti anni i Comuni non riescono a trovare una linea condivisa di azione, lo siamo perché da molti anni ciascun Comune considera i propri beni come pezzo distinto dal resto del patrimonio ambientale e archeologico della Val di Cornia, lo siamo perché San Vincenzo è di fatto uscito dalla Parchi gestendo in proprio Rimigliano. Lo siamo ancor più perché in questa fase così complessa e critica è a maggior ragione urgente avere progetti sovracomunali che indichino la via del rilancio economico di un territorio già in difficoltà prima della crisi legata alla pandemia. Ma la preoccupazione aumenta leggendo l’uscita dei sindaci di San Vincenzo, Sassetta e Campiglia Marittima, perché aumenta il solco che divide le istituzioni indebolendo la prospettiva di rilancio della Società, già indebolita dalle bufere mediatiche e non si fanno certo passi in avanti rispetto ai problemi dagli stessi sindaci sollevati e dei quali loro, o i loro predecessori, sono in grandissima parte responsabili".

Con queste parole il gruppo consiliare Gruppo 2019 sono intervenuti sulla questione della società Parchi Val di Cornia al centro di uno scontro tra i sindaci soci (leggi qui sotto gli articoli collegati).

"Oltre alla società, si sta smantellando ogni prospettiva di valorizzare il patrimonio ambientale e storico archeologico, proprio nei Comuni che rivolgono una strana preghiera alla Regione Toscana circa la gestione della loro società. - hanno aggiunto - Basti pensare a Rimigliano dove si prevede la prima storica concessione balneare e si devasta la duna disboscando i bordi dei sentieri, ormai trasformati in autostrade. Basti considerare il recente protocollo d’intesa, benedetto proprio dalla Regione Toscana, su Monte Calvi dove a fronte dei fornelli di Monte Rombolo e della futura improbabile gestione dell’Etruscan Mines, si è garantita la prosecuzione dell’attività estrattiva per almeno altri trent’anni. Un autentico disastro per le prospettive dell’intera Val di Cornia aggravata dalle continue e contraddittorie prese di posizione di alcuni sindaci contro gli altri".

"Mettere davanti a tutto il bene della società, evitando scaramucce tra sindaci, questo è quello che chiediamo alle amministrazioni", hanno concluso. 


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