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Attualità sabato 19 dicembre 2020 ore 11:07

"La Parchi non è in situazione pre-fallimentare"

Parla il presidente della Parchi Val di Cornia Bruni replicando alle dichiarazioni dei sindaci di Campiglia, San Vincenzo e Sassetta



PIOMBINO — Sulle questioni sollevate dai sindaci dei Comuni soci rispetto alla situazione della Parchi Val di Cornia ha replicato il presidente della società Alessandro Bruni.

"In qualità di Presidente della Parchi Val di Cornia SpA replico alle dichiarazioni dei Sindaci di Sassetta, San Vincenzo e Campiglia Marittima, soci di minoranza nella società, riportate nei giorni scorsi relativamente alla situazione economico-finanziaria della Parchi Spa ed i cui contenuti hanno preso alla sprovvista sia me, che il Consiglio di Amministrazione. - ha esordito - La società, contrariamente a quanto affermato, non è in una situazione né fallimentare né pre-fallimentare; anzi chiuderà in sostanziale pareggio, come risulta dal Bilancio previsionale 2020 rivisto su sollecitazione dei soci stessi e recentemente approvato all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione. Risultato che avrebbe potuto tradursi in un utile se tutti i soci avessero mantenuto l’ordinaria contribuzione degli ultimi anni. Peraltro - ha aggiunto - quella che viene erroneamente definita perdita strutturale non è altro che il contributo che i Comuni soci versano alla società, sin dai tempi della sua costituzione, in una logica di mutualità e secondo un meccanismo ben preciso e concordato. Mutualità che in questo anno così complesso alcuni di essi hanno disatteso".

Contributi, come ha spiegato il presidente Bruni, servono a gestire le concessione e rendere fruibile le realtà del territorio in totale sicurezza come già relazionato su richiesta del Ministero dei Beni Culturali e messe in dubbio dai sindaci di San Vincenzo, Campiglia e Sassetta.

"A ben vedere la società potrebbe persino chiudere il suo conto economico in pareggio, anche senza la contribuzione a posteriore dei soci; basterebbe conferirle in gestione altri beni che producano rendita: anche quella è, pur sempre, una forma di contribuzione alla pubblica utilità necessaria in quanto, come si sa, alcuni servizi pubblici (fra cui la cultura) sono a sostanziale perdita di mercato. Il patrimonio netto della società, valutato in circa euro 1,5 milioni, rimarrà intoccato rispetto al 2019; stesso dicasi per la mantenuta regolarità nei pagamenti dei nostri creditori; tutto ciò, nonostante un anno segnato da un calo di presenze di circa 35mila persone a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e conseguente contrazione delle entrate caratteristiche di circa il 40%. - ha spiegato - Peraltro, data la gravità delle non corrette dichiarazioni rese pubbliche, se esse avessero corrisposto integralmente a verità, avrebbero dovuto comportare la convocazione immediata di un’Assemblea dei Soci plenaria con il coinvolgimento anche degli altri due soci, Piombino e Suvereto, per operare una verifica congiunta con gli Organi di Gestione dell’Azienda e ricorrendo anche al supporto di quelli di Controllo, quali il Collegio Sindacale ed il Revisore dei Conti. Siccome così non è stato, la comunque incauta affermazione e la divulgazione di una 'situazione pre-fallimentare' inesistente rischia solo di minare il regolare svolgimento delle attività societarie e creare preoccupazione in molti, compresi i lavoratori".

"La Parchi Val di Cornia spa è un modello societario geniale e, dati i tempi, molto attuale perché genera e utilizza sinergie col territorio non solo a beneficio di visitatori e residenti ma anche di molti operatori economici. - ha commentato - È la realizzazione di quella che si può definire una vera e propria ‘economia di ambito territoriale’. Non solo: questo modello attrae e realizza investimenti per conto dei Comuni in ambiti che per essi costituirebbero un aggravio inefficiente di lavoro e costi; investimenti che nel caso specifico assommano negli anni a ben 26 milioni di euro. La società ha la capacità e le competenze per realizzare e gestire servizi nel continuo (sempre più attuale) fra turismo e cultura. Esperienza unica in Italia - ha concluso - tanto più in un’epoca incerta e difficile dove il frazionamento degli investimenti e delle gestioni è un aggravio sociale ed economico insostenibile e dove tutti (pubblico e privato) cercano di realizzare economie razionali organizzate intorno al valore delle imprese e delle persone".


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