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Politica giovedì 13 settembre 2018 ore 10:50

Pomodoro, filiera da tutelare e sviluppare

E' la lista Comune dei Cittadini a inserirsi nel dibattito aperto sulla fragilità della filiera corta del pomodoro toscano



CAMPIGLIA MARITTIMA — "Gli allarmi dei produttori di pomodori e del gruppo Petti non giungono inaspettati", ne sono convinti dal gruppo Comune dei Cittadini che dopo il recente incontro a Venturina tra Comune, Regione e azienda vogliono offrire il loro punto di vista sulla questione.

"Indubbiamente la siccità nel 2017 e le eccessive piogge nel 2018 hanno accentuato le difficoltà, ma le fragilità della filiera produttiva del pomodoro in Val di Cornia sono presenti da tempo. - hanno detto - Tra queste la criticità del sistema di approvvigionamento idrico per gli usi agricoli; le limitazioni ambientali dello stabilimento di Venturina, ormai inglobato nell’abitato; la mancanza di solidi accordi tra agricoltori e azienda di trasformazione per sviluppare la filiera corta del pomodoro toscano".

Nel dibattito di questi giorni è emerso che la filiera del pomodoro dà lavoro solo nella Val di Cornia a circa 2mila occupati tra fissi e stagionali.

"Si tratta di una realtà importante che deve essere difesa e sviluppata con il concorso di tutti i soggetti coinvolti. - hanno aggiunto dalla lista civica - I soggetti pubblici devono garantire migliori condizioni per l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua nelle campagne. E’ dello scorso anno l’ipotesi di utilizzare per usi irrigui le acque reflue del Cornia industriale, una condotta pubblica costruita per la fornitura di acqua all’industria siderurgica che oggi finisce in mare. Così come va affrontato il trasferimento dello stabilimento in aree idonee per ottimizzare e ampliare la produzione. Per questo nel 2012 fu sottoscritto un protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Campiglia M.ma, Ato 5 Toscana Costa, Asa spa e Italian Food secondo il quale il trasferimento doveva iniziare nel 2014. Così non è andata. Inoltre, la filiera del pomodoro non ha mai trovato spazio nei tanti Accordi di Programma nazionali sottoscritti sin dal 2014 per affrontare la crisi produttiva ed occupazionale della zona".

Per la lista Comune dei Cittadini, azienda, Comune, Regione, Governo e grande distribuzione devono confrontarsi per cogliere le opportunità del settore e risolvere le criticità.


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