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giovedì 23 maggio 2019

Lavoro sabato 16 febbraio 2019 ore 16:00

Un prezzo giusto anche per gli agricoltori

Dopo i pastori sardi l'appello dalla Val di Cornia per il rispetto dei costi di produzione e la tutela del made in Italy per il futuro del settore



CAMPIGLIA MARITTIMA — La protesta dei pastori sardi allargata anche al territorio toscano, trova la sua eco in Val di Cornia dove la Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Livorno ha acceso i riflettori sulla situazione degli agricoltori e dei produttori locali. 

"Troppo spesso si accredita una immagine folcloristica del settore, che non corrisponde alla realtà e le produzioni non vengono messe in relazione agli investimenti, all'impegno e anche la fatica dell'agricoltore. - ha illustrato il presidente Cia Pierpaolo Pasquini nel corso di una conferenza stampa presso la sede Cia Livorno a Venturina - E' difficile far passare l'idea che l'agricoltura nei paesi moderni come il nostro è parte di una economia industrializzata che produce ricchezza ed è costituita da imprese diversificate che creano occupazione e reddito e che si trovano ad agire in un mercato sempre più concorrenziale e competitivo".

Oggi, infatti, i produttori devono fare i conti con diversi aspetti: la disponibilità di risorse finanziarie, la difficoltà del commercio mondiale, la volatilità dei prezzi con la caduta delle quotazioni all'origine che investe tutti i principali comparti produttivi. Di anno in anno i prezzi pagati ai produttori continuano a subire tagli senza che questo si traduca in un effettivo benefici per i consumatori. Sono state segnalate circostanze in cui i prezzi liquidati agli agricoltori non coprono i costi produttivi ordinari.

"All'agricoltura si chiede molto di più che in passato: non soltanto la produzione di beni alimentari, ma la sostenibilità dello sviluppo, cioè di modelli produttivi, che consentano di preservare le caratteristiche ambientali, territoriali e culturali. - ha aggiunto - Ma l'aspetto produttivo resta centrale ed il problema principale delle aziende agricole è quello della difficoltà di produrre reddito. Il rischio concreto è la chiusura e conseguentemente l'abbandono di vaste aree del nostro territorio con ripercussioni anche sul piano della coesione e della tenuta sociale".

Cosa fare per rispondere alle emergenze del settore? Concertazione dell'offerta, rispettare un'etica di produzione, calcolare il rischio di impresa dei produttori per iniziare, tutelare il made in Italy e le produzioni tipiche,  aumentare i controlli dalla produzione all'industria di trasformazione del prodotto fino all'importazione, rafforzare i rapporti di filiera e al contempo aprire nuovi canali commerciali. Queste le principali richieste degli agricoltori e produttori locali.

"Con la campagna di produzione 2019 alle porte è indispensabile ricercare un prezzo giusto sulla base dei costi di produzione perché è la rimunerazione del prodotto la preoccupazione principale delle imprese agricole", ha ribadito Pasquini per il rilancio del settore agricolo e la tenuta di micro, piccole e medie imprese spesso di natura familiare.

Di questi aspetti si parlerà il prossimo 4 Marzo nell'ambito del tavolo istituzionale convocato dalla Regione Toscana. 



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