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Attualità lunedì 11 maggio 2020 ore 08:00

Riabilitazione Covid, sindaci infuriati contro Asl

Il Centro Ortoprotesico di Campiglia convertito a centro di riabilitazione Covid

Solo il sindaco di Cecina non ha condiviso la nota di dissenso per come è stata gestita l’organizzazione del centro di riabilitazione Covid



CAMPIGLIA MARITTIMA — Il vice presidente della Società della salute Valli Etrusche Gianluigi Palombi e i sindaci di Piombino Francesco Ferrari, Campiglia Marittima Alberta Ticciati, Castagneto Carducci Sandra Scarpellini, Rosignano Marittimo Daniele Donati, Suvereto Jessica Pasquini, San Vincenzo Alessandro Bandini, Sassetta Alessandro Scalzini, Bibbona Massimo Fedeli, Casale Marittimo Claudia Manzi, Montescudaio Simona Fedeli, Guardistallo Sandro Ceccarelli, Santa Luce Giamila Carli, Castellina Marittima Manolo Panicucci e Riparbella Salvatore Neri hanno firmato una nota per prendere una posizione di critica rispetto a quanto accaduto rispetto al progetto in partenza nel centro di riabilitazione di pazienti Covid-19 definendola "un grave vulnus tra la politica dei territori e le scelte tecniche dell’azienda sanitaria". Unico sindaco ha non condividere e firmare la nota è stato quello di Cecina, Samuele Lippi. 

"Ci preme ricordare come la Società della Salute Valli Etrusche, organismo voluto dalla Regione Toscana per poter governare e programmare le politiche relative alla Salute di un ambito territoriale, non sia stata minimamente coinvolta in una discussione, tesa a definire il ruolo della struttura Campigliese all’interno dell’emergenza Covid-19 e non abbia ancora oggi, nonostante le richieste ufficialmente rivolte, la documentazione relativa al progetto ed ai relativi protocolli. - hanno sottolineato i sindaci - La premessa è doverosa per rispondere all’accorata richiesta rivolta dalla dottoressa Casani alla SdS Valli Etrusche di 'dimostrare solidarietà ed accoglienza a quei malati dimessi, dopo lunghi periodi di ricovero, bisognosi di ulteriore e specifica assistenza'. Lo vogliamo dire con chiarezza. Non ci tiriamo indietro di fronte alle responsabilità, e non lo abbiamo fatto a maggior ragione in questo momento storico straordinario, mai visto prima. Abbiamo visto e vissuto insieme all’azienda sanitaria lo straordinario sforzo fatto, soprattutto dai livelli territoriali, abbiamo apprezzato la determinazione e la passione del personale sanitario, anche se talvolta non abbiamo condiviso tutte le scelte fatte. Ma ciò che è avvenuto a Campiglia è un’altra cosa e non la si può liquidare dicendo che i sindaci non vogliono pazienti positivi nei loro territori, perché non è così".

"Abbiamo assistito alla nostra completa estromissione rispetto alla scelta dell’azienda di trasformare la riabilitazione di Campiglia, prima in centro per accogliere pazienti negativizzati, con doppio tampone negativo, poi in centro anche per pazienti positivi Covid, eliminando in soli due giorni, tra sabato e domenica, tutti i servizi del distretto socio-sanitario, i poliambulatori, la riabilitazione per i pazienti non colpiti da Covid-19, la riabilitazione per minori, il tutto nella totale assenza di informazioni e di comunicazioni alle istituzioni, agli operatori, alla cittadinanza. - hanno aggiunto - Abbiamo assistito ad una grave mancanza di rispetto istituzionale, perpetrata e rinnovata sino ad oggi, quando apprendiamo, ancora una volta, da voci della partenza del nuovo progetto, 12 pazienti negativizzati e 12 pazienti positivi, a partire da lunedì 11 Maggio, dopo quasi quindici giorni di stallo e silenzio".

"Sebbene conserviamo dubbi, perplessità e timori a cui ad oggi l’Azienda non ha ancora risposto, avremmo voluto, nonché chiesto e concordato, nell’unica riunione organizzata su richiesta della sindaca Ticciati, in data 30 Aprile, un tavolo di confronto e di programmazione, per condividere percorsi e scelte, non soltanto per il centro di Campiglia, ma per l’intera Valli Etrusche. Quel tavolo non è stato ancora istituito. - hanno ricordato - E allora ci domandiamo a che cosa serva enunciare la condivisione che spesso giustamente ci viene richiesta dall’Azienda e dalla Regione Toscana, salvo poi trovarsi di fronte a scelte già fatte, decisioni, anche molto pesanti, già prese che, nostro malgrado, ricadono rovinosamente su di noi. Definire questo vulnus, superficialmente e semplicisticamente, un ‘errore nella comunicazione’ non fa che svilire ulteriormente il ruolo dei sindaci, quali amministratori del loro territorio e delle loro Comunità. - hanno concluso - In qualità di soci della SdS Valli Etrusche riteniamo irrimandabile un confronto franco, aperto, che dia risposte alle nostre domande, rassicurazioni agli operatori della struttura campigliese, tranquillità ai nostri cittadini e risposte rispetto ai servizi territoriali che ormai mancano da oltre un mese nel Capoluogo Campigliese e che erano a servizio, però, di un bacino di utenza ben più ampio”.

L’appello finale: “Una volta superata l’emergenza Covid-19, abbiamo bisogno più che mai di un sistema sanitario che funzioni bene, che sia in grado di superare i limiti che sono emersi negli anni e che soprattutto veda dar seguito ai tanti impegni già presi e non ancora realizzati, nell’interesse delle comunità che rappresentiamo”.

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