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Attualità giovedì 08 aprile 2021 ore 17:54

Inizia la conta dei danni dopo le gelate tardive

Pierpaolo Pasquini

"Non basta la fase di emergenza sanitaria che stiamo vivendo". Cia Livorno chiede l'avvio del riconoscimento della calamità naturale



LIVORNO — “Non bastasse la fase di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, l’agricoltura si trova in balia delle bizzarrie del clima, il repentino e continuato abbassamento delle temperature, di queste ultime ore, hanno causato pesanti danni anche nella ns. provincia;, colpiti i vigneti, i frutteti, le carciofaie, la fave da orto ed in genere tutte le ortive a pieno campo”. Così ha esordito il presidente di Cia Livorno Pierpaolo Pasquini evidenziando le problematiche registrate in questi giorni dai produttori toscani.

La Cia Agricoltori Italiani di Livorno ha richiesto alla Regione Toscana l’avvio dell’iter per il riconoscimento della calamità naturale

Già nelle scorse settimane in alcune zone si erano già registrati fenomeni di gelate notturne. L’abbassamento delle temperature è stato consistente soprattutto nei valori minimi della notte tra il 7 e l’ 8 Aprile , con un crollo delle temperature anche di 10/12 gradi centigradi fino a toccare valori sotto lo zero (leggi qui l'articolo collegato).

Una situazione che preannuncia danni ingentissimi soprattutto ai vigneti in pieno germoglio ed ai carciofi la cui produzione appare irrimediabilmente compromessa.

Come ha spiegato Cia Livorno, al momento non è ancora possibile quantificare con esattezza i danni, ma con le colture già in piena germogliazione e con gli alberi da frutto in fiore, non è difficile prevedere che il conto ancora una volta sarà salato. Sono state interessate le coltivazioni ortive in pieno campo e altre verdure come la fava da orto. Al momento sembrerebbe che solo le colture sotto tunnel come meloni e pomodori, abbiano subito parzialmente le conseguenze del gelo, ma dovrà essere valutata la situazione nei prossimi giorni. Per quanto riguarda la viticoltura, sono stati interessati dai danni i vitigni più precoci, come il sangiovese, con necrosi dei giovani germogli, con una situazione che si presenta diversa a seconda del tipo di allevamento adottato e la ubicazione dei vigneti, risultando particolarmente colpiti quelli di fondo valle.

"Consideriamo che le aziende agricole - ha aggiunto Pasquini - dopo un anno di emergenza Covid sono già allo stremo, con la chiusura dei canali Horeca e ristorazione, che penalizzano le produzioni toscane di qualità e le chiusure degli agriturismi. E’ ancora presto per una conta dei danni più precisa, ma su alcune colture ed in alcune zone si stimano fin da ora danni che possono raggiungere il 75% della normale produzione". 

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