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RIGASSIFICATORE lunedì 29 agosto 2022 ore 15:45

Pd chiede rassicurazioni e decreto Piombino

Simon
Marco Simiani

“Dobbiamo eliminare le preoccupazioni ambientali e di sicurezza ma dall’altra parte dobbiamo far capire la valenza nazionale del progetto”



. — Lente sul caso del rigassificatore nel porto di Piombino anche da parte di Marco Simiani, candidato Pd alla Camera dei Deputati Collegio Toscana 2Arezzo, Siena, Grosseto e Livorno che ha evidenziato la complessità del problema energetico e l’urgenza di interventi. 

“Siamo dunque dinanzi a un problema che, per la sua complessità, non può essere affrontato con soluzioni semplici, né semplicistiche. - ha commentato Simiani - E’ necessario agire, contemporaneamente su più fronti, partendo dall’ascoltare i territori e le loro comunità che sono coinvolti in progetti che cercano di dare risposte a questa crisi energetica, come quello del rigassificatore di Piombino. In questo caso dobbiamo evitare il populismo sfrenato, quello del semplice no che non offre nessuna alternativa oppure quello surreale dove il sindaco di Piombino ne entra a far parte con la sua dichiarazione Fratelli d'Italia favorevole ai rigassificatori ma non qui a Piombino, mentre i vertici del partito confermano il si al rigassificatore a Piombino. Se non ci fossero imprese e famiglie che ricevono bollette del gas, che materialmente non potranno pagare, ci sarebbe da ridere di fronte a queste affermazioni”.

“L’utilizzo del rigassificatore di Piombino come soluzione temporanea, per affrontare la crisi energetica, è la tesi sostenuta dal segretario nazionale del Pd Enrico Letta, che in un articolo riportato dal Corriere della Sera, sostiene che il Pd ha scritto nero su bianco che i rigassificatori sono una soluzione transitoria, non la soluzione definitiva. - ha spiegato Simiani - Questa scelta deve passare dal raccordo con le comunità locali e con le compensazioni per il disagio arrecato al territorio. La politica, quella bella, seria e responsabile che si pone l’obiettivo di unire e non di contrapporre parti della società o comunità intere, deve fugare in prima istanza, le giuste preoccupazioni dei cittadini e di tutti quei soggetti interessati dal progetto garantendo loro trasparenza e chiarezza. Il rigassificatore a Piombino, è stato vissuto, giustamente per come si è sviluppata la vicenda, come una scelta calata dall’alta. Dobbiamo essere bravi e capaci, cambiando la narrazione della storia, a far diventare questo progetto una soluzione condivisa dall’intero territorio, partendo da 4 aspetti irrinunciabili: sicurezza, salvaguardia ambientale, continuità di utilizzo produttivo degli spazi eventualmente occupati dal rigassificatore (banchina Nord) e temporaneità della presenza del rigassificatore nel porto di Piombino (3 anni)”.

“Per rispondere alle questioni sopra riportate ci saranno le valutazioni degli enti chiamati a dare il loro parere sul progetto. Per rassicurare maggiormente la comunità, si potrebbero considerare altri strumenti che la normativa ci mette a disposizione. Uno di questi è la Via (Valutazione di Impatto Ambientale) in versione accelerata, che potrebbe fornire risposte e contestualmente tranquillizzare, ancora di più, la comunità piombinese. - ha proseguito - Per gli altri requisiti crediamo sia necessario un confronto aperto con il territorio, organizzando un seminario con i soggetti coinvolti che spieghi all’intera comunità il progetto. Dobbiamo eliminare le preoccupazioni ambientali e di sicurezza ma dall’altra parte dobbiamo far capire la valenza nazionale del progetto che si pone di attenuare gli effetti di questa crisi energetica che sta mettendo sulle spalle dei cittadini e delle aziende costi energetici impossibili da sostenere”.

“Non permettiamo - ha concluso - a questa crisi di farci perdere la strada della transizione; affianchiamo scelte strategiche al lavoro da perseguire nel sistema Paese, incentrato come sostiene il Pd, sulla costituzione di un tetto nazionale al costo delle bollette, all’introduzione di un contratto luce sociale che dimezzi le bollette per le fasce più deboli, alla pianificazione immediata di un piano nazionale sul risparmio energetico, al raddoppio del credito d’imposta per le aziende, all’utilizzo della tassazione straordinaria degli extra profitti di produttori e distributori energetici e incentivi alle imprese che investono in efficienza energetica e ulteriore semplificazione delle procedure per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per Piombino, dopo avere verificato le condizioni di sicurezza e salvaguardia ambientale, è necessario, di fronte ad uno scenario così complesso essere capaci di vedere e progettare a lungo termine. Per questo diventa fondamentale mettere sul tavolo il Decreto Piombino, come sostenuto dal segretario regionale Bonafè, che lo identifica come un motore e volano di sviluppo dell'area di crisi”.


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