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Cronaca venerdì 21 settembre 2018 ore 16:02

Lavoratori e affitti in nero, controlli a tappeto

Si è conclusa l'operazione della Guardia di Finanza con controlli a tappeto effettuati per tutta l'estate su tutta la provincia di Livorno



LIVORNO — La Guardia di Finanza della provincia di Livorno ha divulgato una serie di dati relativi ai controlli effettuati durante l'estate 2018 su tutto il territorio provinciale. 

Nel settore dell’Anti-contraffazione sono state denunciate alla Magistratura 24 persone, con il sequestro di oltre 63 mila prodotti falsi o insicuri. Dodici gli abusivi che commercializzavano merci senza essere in possesso delle prescritte autorizzazioni.

I proprietari di seconde case che hanno affittato in nero miniappartamenti e stanze per le vacanze sono stati 18. Hanno avuto priorità anche gli interventi della Guardia di Finanza labronica per identificare lavoratori non in regola con la normativa previdenziale, che hanno portato alla scoperta di 46 casi di evasione fiscale e contributiva.

I distributori di benzina e gasolio controllati sono stati 12, di cui 6 irregolari soprattutto in relazione alla mancata corretta esposizione dei prezzi al pubblico. Capita infatti che il prezzo al litro pubblicizzato sui cartelloni esposti nelle adiacenze dei “benzinai” siano inferiori rispetto a quelli effettivamente praticati nelle colonnine.

Nei punti di ritrovo del litorale, sono state 100 le operazioni di prevenzione e repressione del traffico di droga, con il sequestro complessivo di oltre 2 chili e mezzo di stupefacenti tra cocaina, hashish, marijuana, eroina, oppio e droghe sintetiche. 145 le persone identificate per detenzione a uso personale, 15 i denunciati e 4 gli arrestati per spaccio.

Le Fiamme Gialle che hanno operato sono state quelle del Gruppo di Livorno, delle Compagnie di Piombino e Portoferraio, della Tenenza di Cecina e delle Brigata di Castiglioncello. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Livorno ha proseguito invece le azioni e le attività di investigazione più complesse e approfondite che hanno visto tra l’altro questa estate individuare transazioni finanziarie sospette ai fini della legge antiriciclaggio di “denaro sporco” per oltre 3 milioni di euro



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