Attualità Sabato 25 Aprile 2026 ore 10:23
"Unità delle istituzioni e cambio di passo"

Il Prefetto di Livorno Dionisi in occasione del 25 Aprile parla della libertà concreta dei cittadini e come è necessario renderla possibile
LIVORNO — In occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, durante la cerimonia svoltasi a Livorno, il Prefetto Dionisi è intervenuto con un discorso sul significato della Liberazione e sull'attualità che ne deriva.
Qui di seguito pubblichiamo il discorso del Prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi:
"Celebrare il 25 Aprile significa, ancora una volta, fare memoria di una conquista essenziale: la libertà.
Una libertà che non è mai definitivamente acquisita, ma che va custodita, giorno dopo giorno, con responsabilità, con consapevolezza, con impegno.
E se oggi siamo qui, insieme, è perché quella libertà qualcuno l’ha voluta, qualcuno l’ha difesa, qualcuno ha avuto il coraggio di metterla davanti a tutto, anche davanti alla propria vita.
A quelle donne e a quegli uomini dobbiamo non solo gratitudine, ma anche qualcosa di più difficile: essere all’altezza.
Essere all’altezza, oggi, significa dare un senso concreto a quella parola così grande: libertà.
E allora permettetemi di dire che, accanto alla libertà, c’è un’altra parola che oggi risuona forte nelle nostre comunità: certezza.
Certezza di poter costruire il proprio futuro.
Certezza di essere ascoltati.
Certezza che l’impegno, il lavoro, il sacrificio non siano inutili.
Certezza che le istituzioni ci siano davvero, nei momenti che contano.
Perché senza certezze, la libertà rischia di diventare fragile.
Rischia di essere percepita come lontana, come qualcosa che non riesce a incidere nella vita quotidiana delle persone.
E invece la libertà deve essere vissuta.
Deve essere concreta.
Deve essere qualcosa che si tocca, che si sente, che si respira ogni giorno.
Il 25 Aprile ci insegna proprio questo: che nei momenti più difficili, quando tutto sembra incerto, si può scegliere di stare insieme, si può scegliere di costruire, si può scegliere di non arrendersi.
Ed è da lì che dobbiamo ripartire.
Perché oggi i cittadini non chiedono parole complesse, non chiedono spiegazioni infinite.
Chiedono cose semplici, ma fondamentali: chiedono chiarezza, chiedono serietà, chiedono risultati.
Chiedono istituzioni capaci di lavorare insieme, davvero.
Non a parole, ma nei fatti.
Non per apparire, ma per risolvere.
E forse, se vogliamo essere sinceri fino in fondo, dobbiamo riconoscere che qualche volta questo non accade come dovrebbe.
Che qualche volta ci si perde in contrapposizioni che non aiutano, in divisioni che non costruiscono, in logiche che allontanano invece di avvicinare.
Ecco, il 25 Aprile ci chiede anche questo: di avere il coraggio di cambiare passo.
Di mettere al centro non noi stessi, ma la comunità.
Non ciò che divide, ma ciò che unisce.
Non ciò che fa rumore, ma ciò che produce risultati.
Perché le certezze che i cittadini aspettano non nascono da una singola istituzione, né da una singola scelta.
Nascono da una risposta corale, da un lavoro condiviso, da una responsabilità che si riconosce e si assume insieme.
Quando questo accade, le cose cambiano davvero.
Quando questo accade, la fiducia cresce.
Quando questo accade, la libertà diventa più forte.
E allora la sicurezza – quella vera – non è solo ordine pubblico.
È dignità.
È lavoro.
È inclusione.
È la possibilità, per ciascuno, di sentirsi parte di una comunità che non lascia indietro nessuno.
Non è libero chi vive nell’angoscia del domani.
Non è libero chi si sente solo.
Non è libero chi perde fiducia nelle istituzioni.
Per questo, oggi, il nostro compito è chiaro.
Ed è un compito che riguarda tutti noi.
Dobbiamo costruire una libertà che dia certezze.
Dobbiamo costruire istituzioni che sappiano collaborare davvero.
Dobbiamo costruire una comunità che sappia riconoscersi, anche nelle differenze, ma senza smarrire l’unità.
Perché la lezione della Liberazione è proprio questa: nei momenti decisivi, si vince insieme.
E permettetemi, in questo passaggio, di richiamare le parole di Sandro Pertini:
“La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana.”
Sono parole semplici, ma profondissime.
Perché ci ricordano che la libertà vive davvero solo quando diventa concreta, quando si traduce in diritti, in dignità, in opportunità, in certezze per tutti.
E allora, nel ricordare chi ha reso possibile tutto questo, proviamo a raccogliere davvero il loro testimone.
Facciamolo con serietà.
Facciamolo con rispetto.
Facciamolo con responsabilità.
Ma facciamolo soprattutto con coraggio.
Il coraggio di essere all’altezza della libertà che abbiamo ricevuto.
Il coraggio di trasformarla, ogni giorno, in certezze per le nostre comunità.
Il coraggio di costruire, insieme, un futuro più giusto, più solido, più umano.
Viva il 25 Aprile, viva la libertà, viva la Repubblica".
Giancarlo Dionisi, Prefetto di Livorno.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











