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Lavoro Mercoledì 18 Marzo 2026 ore 09:18

Acciaio, per Usb troppi silenzi

"I lavoratori non possono pagare le scelte delle multinazionali". Chieste risposte per le trattative ancora aperte



PIOMBINO — "Nello stabilimento Jsw di Piombino cresce la preoccupazione tra i lavoratori per il futuro della produzione di rotaie e per il destino dell’intero sito industrial. - a rimarcare la situazione è l'Unione sindacale di base - Ancora una volta assistiamo al solito copione: silenzi, annunci a mezzo stampa e promesse che non diventano mai fatti. I lavoratori hanno diritto di sapere quale sarà il loro futuro dopo anni di sacrifici, incertezze e rinvii. Non si può continuare a governare una delle più importanti realtà industriali del Paese con il silenzio e con le carte bollate. Nel frattempo è sparito dai radar anche ila firma dell' accordo di programma di Jsw, che avrebbe dovuto rappresentare la svolta per Piombino. Di quell’accordo oggi non parla più nessuno".

"I lavoratori non possono essere ostaggi delle strategie industriali di chi viene in Italia solo per fare operazioni finanziarie. Nel frattempo - hanno proseguito - la situazione internazionale si aggrava. Le guerre si moltiplicano e il mondo entra sempre più dentro una economia di guerra, con miliardi destinati alle spese militari mentre per il lavoro e per l’industria non si trovano mai risorse.
L’ultima escalation in Medio Oriente, con il coinvolgimento dell’Iran, non fa paura solo per la tragedia umana, per i morti, per i civili, per i bambini, ma anche per le conseguenze economiche".

"Sappiamo che il 20 Aprile la produzione di rotaie verrà fermata fino al 20 Maggio per l’ennesima manutenzione. Ma la domanda è semplice: il 20 Maggio la produzione ripartirà davvero o siamo davanti all’ennesimo rinvio? I lavoratori sono stanchi delle promesse. Se Jindal non ha più intenzione di investire davvero su Piombino, allora si faccia da parte. E se il capitale privato non è in grado di garantire lavoro e sviluppo, deve intervenire lo Stato".

"Su Metinvest vogliamo risposte chiare: - hanno proseguito - si tratta solo dell’ennesimo annuncio o esiste davvero un progetto per costruire a Piombino una nuova acciaieria moderna? Il tempo degli slogan è finito. I lavoratori chiedono verità, lavoro e futuro".

Se queste risposte non arriveranno, l'Unione sindacale di base si è detta pronta alla mobilitazione. 

Altro punto di domanda per il rilancio della siderurgia locale è il futuro della Magona al centro di una trattativa tra Liberty e Trasteel. Di questo si parlerà in un incontro al Mimit in programma il 18 Marzo (leggi qui gli articoli collegati qui sotto).


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