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venerdì 22 marzo 2019

Politica martedì 19 luglio 2016 ore 07:00

"Di fatti non se ne vedono. Avevamo ragione noi"

Prc Piombino puntualizza sulle bonifiche il stand by e la mancanza di un progetto chiaro di come e in quali tempi si deve realizzare il piano Aferpi



PIOMBINO — Il Partito di Rifondazione Comunista piombinese, Circolo Vittorio Corallini riporta alla memoria un consiglio comunale del 2015 quando su impulso del consigliere di Prc si discusse proprio delle perplessità sull'attuazione del progetto Aferpi

Le perplessità anche quelle sull'aspetto lavorativo furono sorvolate, raccontano in una nota divulgato sui social, anzi i malpensanti furono accusati di essere "populisti, opportunisti e individualisti". 

"La domanda sorge spontanea: - si sono rivolti al sindaco oggi con il senno di poi - ci sarà ancora lavoro in questa città? Perché, a parte le offese, che non fanno certo onore a chi le ha pronunciate, di fatti non se ne vedono".

"Sono più di due anni che si sono fermati l’altoforno e l’acciaieria e non si è mosso niente. - hanno aggiunto - Non solo non sono partite le bonifiche, ma neanche ci sono progetti chiari e approvati di come e in quali tempi si devono realizzare. Alcuni progetti risultano assurdi e punitivi per la città: uno su tutti, il nuovo percorso della 398, per non parlare dell’inizio dei lavori del tratto della 398 che dovrebbe partire da Montegemoli, perché non se ne ha notizia. Erano stati promessi due forni elettrici e ora Aferpi dice che se ne farà uno (forse). Era stato promesso un impianto di produzione agroalimentare, ma allo stato dei fatti non si ha una notizia incoraggiante sulla reale volontà di costruirlo e farlo funzionare. Soprattutto, dalle ultime informazioni sembra che presto ci saranno 5/600 esuberi fra i 2.183 lavoratori della Lucchini che Cevital si era impegnata a far lavorare".

Una risposta, oltre che la città, se la meritano soprattutto i lavoratori che sin dall'inizio sono stati accompagnati in questo accordo che oggi sembra stia prendendo un'altra strada. Necessario, ora, che il ministro, la Regione e il commissario Nardi, nelle rispettive competenze, verifichino che l'operato Cevital rispetti gli accordi presi e avvii concretamente questo piano.



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