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lunedì 19 agosto 2019

Lavoro venerdì 04 maggio 2018 ore 10:52

"Un piano industriale, non una carta d'intenti"

Questo si aspetta Ugl in vista di un accordo per l'acciaieria piombinese che sembrerebbe sempre più vicino. Ma ci sono punti da non tralasciare



PIOMBINO — "Come organizzazione sindacale possiamo immaginare e auspicare gli scenari migliori ma quello che dobbiamo fare, da subito, è svolgere quello che da sempre è uno dei nostri compiti principali: tutelare il lavoro e la sicurezza", così la segreteria Uglm e Claudio Lucchesi (Rsu Aferpi) hanno commentato il sempre più vicino accordo con il gruppo indiano Jindal per il futuro di Aferpi.

Un commento che è arrivato dopo il Consiglio di Fabbrica che si è tenuto giovedì mattina in cui i sindacati hanno rivendicato più coinvolgimento in questa fase della trattativa (leggi qui sotto l'articolo correlato).

I punti principali sono due: "Lavoro per diretti e indotto. - hanno ribadito in primo luogo - Non si tratta di semplice demagogia ma di come programmare la ripartenza di questa nuova fase. Ecco che allora l'ammortizzatore, la durata e la sua tipologia, che questa volta dovrà riguardare committente ed appalti, è una tematica da discutere urgentemente".

Tra gli aspetti da affrontare e approfondire si aggiungono anche: la rotazione dei lavoratori dal momento che da troppi anni ci sono operai fuori dal mondo del lavoro; la formazione per creare nuove possibilità e continuità; la garanzia di un programma di sorveglianza del Governo che dovrà fare la sua parte anche su smantellamenti e bonifiche del Sin; le concessioni portuali.

"Insomma - hanno concluso - cautela ma determinazione e avanti con un vero piano industriale, non una carta di intenti".



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