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Politica giovedì 19 novembre 2020 ore 14:51

"​Cosa sarà e quanto costerà il Polo culturale?"

Polo culturale durante i lavori

Riccardo Gelichi di Ascolta Piombino propone alcune considerazioni rispetto alle scelte dell'Amministrazione per il progetto del Polo culturale



PIOMBINO — "Alla fine, cosa sarà e quanto costerà il Polo culturale?", se lo domanda Riccardo Gelichi di Ascolta Piombino dopo le recenti dichiarazioni dell'Amministrazione sugli sbocchi futuro della struttura in Piazza Manzoni (leggi qui l'articolo collegato).

"La storia del Polo culturale inizia nel 2005, nel 2010 viene approvato il progetto di 8 milioni e 956 mila euro, in due lotti, il primo da 4,8 milioni. Obbiettivo il trasferimento della biblioteca con sala conferenze. La storia è troppo lunga, comunque oggi resta da terminare il primo lotto e servono circa 2 milioni di 5 già spesi, un 'leggero' sforamento della previsione iniziale. - ha ricordato Gelichi - La prima riflessione che sorge spontanea è che per fare una biblioteca nuova sono tanti soldi, con la ristrutturazione dell’Ex Pegaso ad esempio, con un terzo dei soldi, avremmo anche recuperato uno stabile degradato. Un'altra riflessione è che con 8 milioni ci si farebbe la Poggio ai Venti San Rocco, ormai sappiamo bene quanto siano importanti le infrastrutture. Però quel luogo è suggestivo, così come la definizione stessa di Polo della Cultura, talmente seducente che se in una prima fase la presente amministrazione prende tempo per una riflessione, tanto da bocciare la mozione del Pd che ne chiedeva la prosecuzione in tempi brevi; poi pochi mesi dopo il vicesindaco Parodi all’iniziativa del Manifesto della Cultura a Piombino, dichiara che 'l’amministrazione s’impegna a finanziare il polo culturale già nel bilancio 2021 e a completarlo in un paio di anni'. Oggi si confermano le previsioni di Parodi con le dichiarazioni della Giunta, dove si dice di terminare il Polo, però la biblioteca resta a Piazza Appiani e paga l’affitto, il Centro Giovani dove è ora alla giunta non piace e lo infilano dentro il Polo Culturale". 

"Si dice inoltre che 'il progetto sarà adattato a una visione contemporanea della cultura capace di catalizzare forze creative e incubare nuovi linguaggi', che non si capisce cosa voglia dire ma ci sembra faccia parecchio figo. - ha rincarato Gelichi - Intanto però la struttura ha bisogno di manutenzioni, dicono loro. Noi pensiamo che se cambia la finalità per cui è stato progettato il Polo, cioè invece di ospitare la biblioteca, un Centro Giovani, riteniamo che anche il progetto dovrà essere rivisto e quando si lavora su un progetto non è mai gratis. Ci chiediamo alla fine, ma con una città al collasso economico e sociale, di cosa stiamo parlando? Discussioni peraltro senza un filo conduttore, l’unica certezza saranno altri costi di progettazione e di realizzazione, con una struttura così, possiamo stimare che le utenze e le manutenzioni non saranno inferiori alle centomila euro annue. Quindi, - ha concluso Gelichi - oltre le spese del Museo, del Castello e della Parchi Val di Cornia, si aggiungeranno quelle del Polo e della Biblioteca. Un capolavoro di risparmio, si spendeva meno restando al progetto iniziale, ma si vede serviva il tocco del cambiamento".



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