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Attualità mercoledì 25 ottobre 2017 ore 16:17

Amianto, allarme di Legambiente, Chiarei risponde

Marco Chiarei, assessore all'Ambiente

Risponde l'assessore all'Ambiente sugli smantellamenti delle acciaierie. Ultimo incontro questa estate, ma è la Regione chiamata a verificare



PIOMBINO — E' l'assessore all'Ambiente Marco Chiarei a rispondere alle sollecitazioni di Legambiente Val di Cornia in merito al degrado in cui verte l'area ferma da anni delle acciaierie (leggi l'articolo consigliato qui sotto).

"La questione sollevata da Legambiente è nota e condivisa con l'Amministrazione da tempo, e proprio con l'associazione ambientalista mi sono confrontato e ho scambiato valutazioni per poter capire bene l'entità della problematica", ha spiegato Chiarei.

Sul tema già questa estate era stato convocato un incontro con Regione, Arpat e Asl per comprendere come procedere "per scongiurare danni o pregiudizi alla salute pubblica, ai lavoratori e all'ambiente ed avere un quadro dello stato impiantistico dello stabilimento".

"Aferpi ad inizio estate ci aveva comunicato che avrebbe avviato attività di smontaggio e smantellamenti minori di impianti non più manutenibili o non più di interesse. - ha ricordato l'assessore - Preso atto di ciò la nostra preoccupazione, e quella di Legambiente, è stata quella invece di capire lo stato di conservazione degli impianti produttivi maggiori, alcuni fermi da tanti anni, che sono evidentemente quelli potenzialmente più a rischio".

Nel merito, sono recenti le richieste della Regione circa gli aggiornamenti sui piani operativi legati alle attività di dismissione e smantellamento degli impianti fermi. 

"Ciò permetterà di avere un quadro chiaro da cui far discendere le ulteriori iniziative da parte degli organi di controllo", ha aggiunto Chiarei ricordando che stando all'Accordo di Programma 252 bis del 2015 si individua la Regione Toscana come organo preposto al controllo di queste attività mediante un gruppo di lavoro specifico.

"Ritengo che la delicata fase riguardante il futuro di Aferpi e della sua proprietà non possa costituire un alibi per calare l'attenzione su questa delicata questione. - e ha concluso - Qualsiasi sia la sorte della vicenda Aferpi questi impianti non svaniranno nel nulla e qualcuno se ne dovrà far carico. In questo senso mi trovo pienamente in sintonia con Legambiente".



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