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Attualità domenica 12 marzo 2023 ore 07:00

Appunti sulla Storia di Piombino – Parte 2

Ritratto di Elisa

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia gli appunti sulla storia della città firmati da Gordiano Lupi



PIOMBINO — Piombino sotto la casata dei Ludovisi – Boncompagni (1634 – 1801)

Il Principato di Piombino, dopo la decadenza degli Appiani, ebbe come nuovo padrone Don Niccolò Ludovisi, principe di Venosa, nipote di Papa Gregorio XV. Incoronato il 2 marzo 1634, si vide poco a Piombino, se non di passaggio, ché amava la vita romana, molto più intensa e ricca di occasioni. 

Durante il suo trentennale Principato fece in tempo a perderlo a vantaggio dei francesi, che a loro volta furono sconfitti dagli spagnoli (1651) e questi ultimi rimisero sul trono Don Niccolò, che comunque contava poco, erano loro a comandare. Il Principe morì in Sardegna nel 1664, lasciando erede del trono piombinese il figlio Don Giovan Battista Ludovisi, che - preso possesso del feudo nel 1665 -, tra il 1667 e il 1669 alternò la sua dimora tra Roma e Piombino, con un viaggio in Spagna (1676) e il rientro definitivo a Piombino nel 1679, dove morì, vent’anni dopo (1699). Piccolo problema: il nuovo successore era appena un neonato, ché il figlio Don Niccolò Ludovisi aveva soltanto un anno ed era di salute cagionevole, visto che morì infante, il 17 gennaio del 1700. Si spalancarono le porte del regno a una donna: Olimpia Ludovisi, che governò per undici mesi, con morte prematura il 27 novembre del 1700, lasciando padrona del feudo la sorella Ippolita, sposata con un Boncompagni (la casata raddoppia), per la precisione Don Gregorio, duca di Sora. Il 27 febbraio del 1701 Donna Ippolita diventò Principessa di Piombino e se la dovette vedere prima con gli spagnoli, poi con i tedeschi, cercando di contrastare ripetute invasioni, infine restò sola al comando, perché Don Gregorio morì il primo febbraio del 1707, lui che era stato pro spagnoli, sin dalla guerra di successione, e che nel 1702 fece atto di sottomissione nei confronti di Filippo V, a Napoli. Donna Ippolita governò fino al 1743, anno in cui lasciò il mondo dei vivi e passò il trono alla figlia, la Principessa Eleonora Boncompagni, che governò solo due anni vista la morte prematura (5 gennaio 1745). Don Gaetano Boncompagni aveva 39 anni quando salì al potere, ma non amava molto Piombino, la frequentava poco, preferiva Roma e amava viaggiare come ambasciatore nelle terre di Spagna. In quel periodo la Toscana era governata da Pietro Leopoldo I, con il quale Piombino aveva buoni rapporti. Gaetano si vide davvero in poche occasioni a Piombino, negli ultimi anni si stabilì a Roma, dove visse fino alla morte che lo colse il 23 maggio 1777. Il figlio Don Antonio Boncompagni resse le sorti del Principato fino alla definitiva occupazione francese, che avvenne nel settembre 1801. Antonio morì a Roma, lontano dal suo feudo, il 26 aprile 1805, intanto Napoleone faceva il bello e il cattivo tempo e metteva sul trono di Piombino la sorella Elisa, moglie di Felice Baciocchi.

Invasione dei Francesi – Piombino sotto Elisa Baciocchi (1801 – 1860)

Era il settembre del 1801 quando le truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte s’impadronirono del piccolo Stato di Piombino con annessa Isola d’Elba. Un bel risultato strategico, vista la posizione sul mar Tirreno, per anni conteso da tutti e bramato come punto fondamentale per il controllo del traffico economico e militare. Piombino venne aggregato all’Impero, con il luogotenente Lesperut a reggere le sorti del comando, quindi fu concesso da Napoleone in persona alla sorella Elisa, sposa di Felice Baciocchi (1805), che assunse il titolo regale di Principessa di Lucca e Piombino. Napoleone stava allargando i confini del suo Impero a mezza Italia, anche il regno di Etruria, il 24 marzo 1808, passò sotto le sue avide mani, appena il tempo per concedere il titolo di Granduchessa di Toscana alla sorella Elisa, perché anche la sua epoca era prossima alla fine. Abbiamo parlato spesso di Elisa su queste pagine, su di lei sono stati scritti libri, si tengono conferenze, adesso il Comune sta preparando un tragitto storico. A nostro giudizio sempre troppo poco per la grande importanza che ha rivestito negli anni di oculato governo e di ottima amministrazione. 

La caduta di Napoleone travolse anche Elisa, il grande condottiero andò in esilio all’Elba per preparare un ritorno fugace, quindi la morte a Sant’Elena. Soltanto Murat restò in piedi, grazie al tradimento e alla firma di un trattato con l’Imperatore d’Austria. Elisa lasciò i suoi domini il 1 febbraio 1814 e la Toscana tornò nelle mani del Granduca Ferdinando III. 

Il Congresso di Vienna fece il resto, ponendo fine una volta per tutte all’indipendenza del Principato di Piombino che fu inglobato (insieme alle terre circostanti) nel Granducato di Toscana. E nel 1860 Piombino entrò a far parte del Regno d’Italia. Storia moderna, che va di pari passo con la prima grande industria…

Clicca qui per consultare la prima parte.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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