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Lavoro lunedì 06 luglio 2020 ore 08:54

Bacino galleggiante in porto, la proposta

Un momento dell'incontro

Si tratterebbe di una struttura in grado di ospitare navi di dimensioni Panama. Illustrati i dettagli durante la tavola rotonda con Tecnomeccanica



PIOMBINO — La Tecnomeccanica srl, azienda specializzata nei sistemi di propulsione navale e terrestre, guarda al porto di Piombino. Venerdì all'hotel Centrale si è svolto l'incontro per la proposta di attivazione di un bacino galleggiante per il refitting navale sul porto piombinese.

All'iniziativa hanno partecipato gli esponenti della Lega l’onorevole Manfredi Potenti, i già viceministri Rixi e Galli e il consigliere Regionale Roberto Biasci. Presenti il sindaco Francesco Ferrari e i rappresentati dell'Autorità Portuale e dell'Uglm.

La proposta riguarderebbe l'istallazione di un bacino galleggiante lungo 200 metri e largo 38, struttura in grado di ospitare navi delle dimensioni Panama (190x33metri), dal momento che lungo tutta la costa italiana non esistono altre strutture fisse o galleggianti in grado di mettere in secca e riparare tali navi. 

L'azienda ha passato rassegna le tipologie di bacino esistenti: a Messina c’è un bacino a scaloni di circa 180 metri, a Gioia Tauro nessun bacino, a Napoli una vasca a scaloni da 230 metri, a Civitavecchia un galleggiante da 160 metri di prima generazione, a Livorno un floating di prima generazione, a La Spezia un floating da 230 metri di seconda generazione e a Genova due bacini a scaloni da 170 e 230 metri. 

La proposta che potrebbe anche coinvolgere le aziende locali con competenze metalmeccaniche e di manutenzione altamente specializzate. Per rendere attuabile la proposta l'azienda livornese avrebbe bisogno di un tratto di banchina per agganciare il bacino e renderlo operativo. Il progetto potrebbe dare lavoro a circa 120 persone, 250 contando quelli dell'indotto.


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