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sabato 21 settembre 2019

Lavoro venerdì 14 dicembre 2018 ore 18:36

Quel brindisi che riconcilia stabilimento e città

Fim, Fiom e Uilm: "Legittima la decisione dell'azienda. Non una festa ma un'occasione per chiedere a tutti di fare la propria parte"



PIOMBINO — Il giorno del brindisi augurale nello Stabilimento Aferpi è arrivato e diversi dipendenti hanno partecipato all'iniziativa per condividere insieme   i buoni auspici per il 2019.

"Per il nostro stabilimento il 2019 sarà un anno determinante che riteniamo possa segnare il futuro della siderurgia piombinese. - hanno commentato in una nota condivisa Fim, Fiom e Uilm che hanno colto l'occasione per rispondere alle critiche avanzate in questi giorni da alcuni lavoratori aderenti a Camping Cig, Usb e Opposizione Cgil (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"Capiamo che chi non ha argomenti validi, non avendo la capacità di fare proposte ed il coraggio di organizzare proprie iniziative non riuscendo ad avere consensi, possa solo provare a criticare il lavoro svolto dagli altri per ottenere un minimo di visibilità, ma lo riteniamo un modo profondamente ipocrita di fare i paladini degli interessi dei lavoratori. - hanno aggiunto - Abbiamo scelto di non prendere una posizione ritenendo legittima la decisione dell'azienda di confrontarsi con i propri collaboratori che, tra l'altro, è una prassi consolidata in molte altre realtà italiane". Anche l'Uglm aveva sottolineato nei giorni scorsi come nelle imprese sia usuale brindare insieme al nuovo anno.

"A Piombino gli avvenimenti che hanno succeduto la fermata dell'altoforno, fino alla fallimentare esperienza algerina, hanno creato un legittimo scetticismo intorno al futuro dello stabilimento da parte non solo dei lavoratori ma anche di gran parte della cittadinanza. - si prosegue nella nota - Riteniamo che da parte della nuova proprietà questa possa essere considerata come un'iniziativa tesa a riconciliare lo stabilimento con la città, al pari del contributo dato per la scuola derubata. Per questa ragione Fim-Fiom-Uilm hanno ritenuto giusto non ostacolare la presenza all'iniziativa".

Ma l'azione delle tre sigle sindacali non si ferma a questa interpretazione e all'azienda chiede "di accelerare al massimo le valutazioni sugli investimenti per avere date certe su quando si tornerà a produrre acciaio, sulla partenza delle demolizioni e sulla ripartenza dei tre treni di laminazione in maniera continuativa, per poter dare risposte sia ai lavoratori attualmente a lavoro, sia a coloro che stanno attendendo di rientrare". Soprattutto in questa nuova fase in cui gli operai perderanno la cassa integrazione speciale e con la previsione di perdita di salario.

"È urgente e non più rinviabile un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con la presenza del Ministro Luigi Di Maio e dei vertici del gruppo Jindal per fare un punto della situazione e valutare l'andamento del progetto industriale indiano. - hanno concluso - Ma è altrettanto necessario fare una valutazione sull'accordo di programma firmato da Azienda, Regione e Governo che non può essere disatteso sia in merito alla necessaria formazione sia in merito agli ammortizzatori sociali che devono accompagnare l'intera durata del piano industriale Jindal".

Insomma anche per Fim, Fiom e Uilm quella in fabbrica non è stata una festa ma "una occasione per chiedere ancora una volta a tutte le parti coinvolte di fare la propria parte".



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