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Politica Sabato 12 Settembre 2026 ore 06:05

"Calpestato diritto fondamentale all'acqua"

Rifondazione: "ASA ha scelto la strategia del muro di gomma. ASA deve garantire i livelli minimi di erogazione"



PIOMBINO — "Quella che si è consumata il 9 Settembre al Centro Giovani da parte di ASA è stata una fuga dalle responsabilità e nessuna soluzione per i cittadini", ne è convinto il Partito di Rifondazione Comunista commentando l'esito dell'assemblea dedicata alla crisi idrica a Piombino e in Val di Cornia.

"Confermato purtroppo i nostri timori: un’azienda che si comporta da privato, con un portafoglio al posto del cuore, che usa le slide per non dare risposte a chi, da mesi, vive senza acqua in casa. - hanno commentato da Rifondazione - Di fronte a una sala gremita di cittadini e residenti dei piani alti, come quelli di piazza della Costituzione, esasperati dalla situazione, ASA ha scelto la strategia del muro di gomma: un’ora di diapositive tecniche scorse a raffica per nascondere la realtà dei fatti, un'ora presentandosi con dati tecnici senza lasciare spazio alle domande e senza nessuna soluzione. La sintesi dell'incontro si riduce a poche, gravissime verità. La prima è che la rete idrica è un colabrodo ma paga il cittadino perché per evitare di riparare la condotta squarciata da anni e anni di incuria, ASA abbassa la pressione. La soluzione di ASA per i cittadini dei piani alti che rimangono a secco è quella ci comprarsi a proprie spese un'autoclave o una pompa di sollevamento. A questo proposito, assistiamo in queste ore, a proposte, come quella avanzata dal Pd locale, che chiedono al Comune di istituire contributi e bandi per sostenere l'acquisto delle autoclavi e di altri sistemi di accumulo privati (leggi qui sotto gli articoli collegati). Comprendiamo la disperazione delle famiglie vulnerabili, degli anziani costretti a trasportare l'acqua e delle famiglie con bambini piccoli che vivono da mesi in questa situazione. Tuttavia, finanziare l'acquisto privato delle autoclavi significa accettare implicitamente che la rete idrica pubblica non debba più garantire la pressione minima. È una resa politica inaccettabile perché, anziché esigere da ASA il ripristino di un servizio decente, si delega la soluzione al singolo cittadino, costretto a privatizzare il proprio accesso all'acqua e ad accollarsi spese di gestione e consumi elettrici quotidiani. L'acqua non si garantisce a colpi di pompaggio privato, ma pretendendo efficienza dalle condotte pubbliche. Questa è un’impostazione classista che ignora le famiglie in difficoltà economica, gli anziani e gli allettati, calpestando il diritto fondamentale all'acqua come bene pubblico e primario. E, nonostante ASA dichiari di conoscere la mappatura delle criticità, offre soluzioni tecniche senza alcuna visione e, soprattutto, rifiuta di pianificare un piano di interventi". 

"ASA non può continuare a giustificare il suo immobilismo con la favola dei 5 miliardi necessari per sostituire l'intera rete. - hanno commentato - Come abbiamo detto, esistono tecnologie non invasive di sigillatura interna, relining con guaine resinate per acqua potabile, capaci di risanare le condotte prive di pressione in poche ore. Ma c’è di più ed è notizia dei giorni scorsi, l'intrusione salina causata dall'eccessivo pompaggio unita a un utilizzo indiscriminato della falda nel Cornia viene ora usata come alibi per ventilare la costruzione di un ulteriore dissalatore in zona Franciana. Questa sarebbe una scelta impattante sull'ambiente e sul mare, scelta di cui non vengono dichiarati i costi e che rischia di far schizzare alle stelle il prezzo dell'acqua al metro cubo, trasformandola definitivamente in un bene per ricchi. Noi non ci stiamo".

"L'alternativa pubblica, sostenibile e strutturale esiste già ed è l'utilizzo del Contratto di Fiumecome segnalato da Piombino Domani, che offre la possibilità di un risanamento. Bisogna rilanciare con forza il progetto del Contratto di Fiume per la ricarica naturale e gestita della falda, che ha già dimostrato di poter apportare oltre un milione di metri cubi d'acqua in più all'anno. I finanziamenti previsti per le opere ad alto impatto come il dissalatore, devono essere dirottati immediatamente sulla riqualificazione del bacino e sul recupero della risorsa. E infine ASA deve garantire i livelli minimi di erogazione e utilizzare i crediti vantati dal Comune, oltre 1,5 milioni di euro, per attivare i cantieri e dare subito il via alle riparazioni prioritarie. Non servono mutui, che, abbiamo appreso, ASA vuole accendere per la restituzione dei propri debiti verso i Comuni, perché questi li pagherebbero i cittadini, è necessario invece utilizzare gli utili derivanti dalla chiusura dei due ultimi Bilanci".

"Il tavolo ad hoc con gli amministratori di condominio annunciato da ASA ha il sapore di un ennesimo scaricabarile per prendere tempo. In tutti questi anni ASA ha solo pompato l’acqua per poi rivenderla come una merce qualsiasi e non l’ha trattata come un bene comune da tutelare. Servono scelte coraggiose, servono interventi immediati sulle perdite attraverso fondi dedicati e l'impiego di tecnologie non invasive, serve i ripristino di una pressione minima garantita di almeno 2,5 bar, per assicurare l'acqua ai piani alti. Serve trasparenza sui crediti del Comune verso ASA, come il milione e mezzo di euro citato durante l'incontro, da svincolare subito per i lavori di ammodernamento e riparazione delle condotte. Servono politiche comunali di tutela ambientale severe e quindi, stop alle deroghe sul consumo idrico incontrollato, stop al rilascio di permessi per costruire piscine in vari agriturismi a pochi chilometri dal mare. Servono tutele sulle falde e, quindi, divieti d'irrigazione nelle ore diurne sia nei giardini pubblici, che in quelli privati e anche nell'agricoltura, prevedendo l’irrigazione notturna. Tutto questo per salvaguardare il territorio e i cittadini. L'acqua è un diritto, non è una merce. Non accetteremo che Piombino diventi la città in cui l'acqua potabile è un privilegio per chi può permettersi il serbatoio in casa. Non permetteremo che a pagare il conto dell'incapacità gestionale di ASA e delle sue logiche di profitto siano, ancora una volta, i cittadini. La politica torni a fare la politica, esiga il rispetto dei contratti di servizio e difenda il diritto inalienabile all'acqua pubblica per tutti", hanno concluso.


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