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mercoledì 19 giugno 2019

Lavoro domenica 24 giugno 2018 ore 16:33

Tolto lo striscione rimane l'ammonimento

Camping Cig chiude la polemica ma non molla per la questione Piombino. Chieste garanzie per la fabbrica e la proroga della vigilanza governativa



PIOMBINO — Sulla questione dello striscione rimosso torna a parlare il Coordinamento Art.1 - Camping Cig che, dopo aver preso atto delle motivazioni esternate dal sindaco Massimo Giuliani (leggi l'articolo correlato), hanno deciso di "abbandonare la polemica".

"Ringraziamo le associazioni, le singole persone le forze politiche che ci hanno palesato la loro solidarietà e a quest’ultime, se lo riterranno, chiediamo di continuare la battaglia per la libertà di espressione nelle opportune sedi. - hanno detto in una nota - Prima di chiudere, un’ultima notazione: ci puzza di autoritarismo e di anticostituzionalità il fatto che la libertà di espressione (sancita dalla Costituzione) sia sottomessa ad un regolamento di Polizia e ad un qualcuno che deve dare l’autorizzazione. Ma il vero problema non sta nel mezzo (lo striscione) ma nel messaggio (il contenuto dello striscione)".

Il Camping Cig torna a ribadire il significato di quel messaggio: avere garanzie concrete da parte dell'azienda, contenute a chiare lettere in tutti gli accordi che saranno firmati.

Per l'affare Piombino, hanno aggiunto "servono impegni seri della multinazionale, garantiti pure da uno scaglionamento delle concessioni, sia nazionali che locali, da rilasciare a fronte delle concrete realizzazioni. Chiediamo la proroga della vigilanza governativa fino al completamento degli investimenti. Senza una strategia di questo tipo, siamo convinti che l’impegno di Jindal sarà solo quello di far ripartire i treni di laminazione, fermando la lancetta degli occupati ai 705 da lui dichiarati per i primi 2 anni". 

"A chi si/ci chiede chi e cosa rappresentiamo, rispondiamo solo che, se fossimo stati ascoltati, tre anni di sofferenze e di stasi senza costrutto sarebbero stati risparmiati al territorio. - hanno concluso - Oggi speriamo che la storia non si ripeta e che qualcuno voglia ascoltare anche i gufi come noi".



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