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Attualità domenica 07 febbraio 2021 ore 08:34

Ciao Metropolitan

L'interno del cinema teatro Metropolitan

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia Gordiano Lupi ha raccolto il saluto al Metropolitan di Riccardo Bibbiani



PIOMBINO — Riccardo Bibbiani mi ha fatto avere il suo addio al Metropolitan, struggente e nostalgico, intriso di riferimenti storici importanti. Mi sembra doveroso concedergli questo spazio per far conoscere una decisione sofferta, che mi addolora, perché da tempo ero abituato a vedere la sua presenza come parte integrante del mio amato cinema. Comunque vadano a finire le cose, il Metropolitan va oltre le persone, fa parte della nostra storia e deve continuare a esistere! Gordiano Lupi

CIAO METROPOLITAN
di Riccardo Bibbiani

È con profondo rammarico che mi sono dimesso dalla Società Cooperativa Nuovo Metropolitan, non condividevo la linea di gestione intrapresa dagli altri soci. Il Cinema Teatro Metropolitan ha riempito un pezzo enorme della mia vita, ben 25 anni su 44 ancora da compiere e voglio che questo ricordo rimanga indelebile. Era il 1995, non avevo compiuto ancora la maggiore età, quando Roberta Franchini, Flora Orlandini e Anna Vanni, tra le fondatrici della cooperativa, mi proposero di imparare il mestiere dell’operatore cinematografico. Proprio come nel film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso. Fino ad allora ero entrato in quel posto per vedere qualche film e alcune operette con i miei genitori: Mi ricordo Lo Squalo 3, avevo 6 anni ed uscii dalla sala in lacrime per la paura! Ma anche Gosthbuster, La Storia infinita, The Goonies, Vacanze di Natale, Yuppies e tutti i cult per ragazzi della metà degli anni Ottanta; Il Paese dei campanelli e La vedova allegra, della compagnia teatrale di Renzo Bacci. L’operatore a quel tempo era Stefano Corallini che mi ha insegnato il montaggio delle pizze e la messa in macchina; sì, perché quando ho iniziato, fortunatamente, c’era ancora la pellicola 35mm e per fare questo mestiere era necessaria la patente di operatore cinematografico. Con lui anche i preziosi consigli dei tecnici della Sigra film di Firenze, rivenditori dei proiettori Cinemeccanica. La patente è arrivata nel 1996, ancora prima della patente di guida, dopo circa un anno passato a studiare. Sempre in questi anni ho iniziato a collaborare, prima come facchino, poi come aiuto elettricista e macchinista per le compagnie teatrali che debuttavano al Metropolitan. Ilio Biondi, storico socio fondatore, Renzo Galgani, Piero Moretti, Federico Nesti e Francesco Bernazzi sono stati insegnanti e compagni di tante giornate passate a mettere in scena spettacoli. Quando mi fu proposto di impegnarmi a tempo pieno rifiutai perché avevo già il mio lavoro a tempo indeterminato. Sono comunque rimasto sempre in organico, mantenendo il Metropolitan come un secondo lavoro, con il massimo impegno e sacrificio, insegnando il mestiere anche ad altri ragazzi che poi mi hanno affiancato per periodi più o meno lunghi in quest’avventura: Bruno Vanni, Gabriele Signorini, Marco Bodri, Felice Barbarinaldi, Francesco Lavagnini. Ho ricoperto varie cariche, anche di amministratore, mai però quella di Presidente o Vicepresidente, perché non ero nelle condizioni di dedicarmi appieno a impegni che richiedono una presenza costante. Non sarei in grado di contare gli innumerevoli film che ho montato, guardato, smontato; tutti gli spettacoli teatrali che ho visto e ai quali ho dato il mio contribuito per la loro messa in scena; gli attori che ho avuto la fortuna di conoscere anche solo per una sera. Ho conosciuto artisti come Paolo Poli, Stefania Sandrelli, Paolo Villaggio, Angela Finocchiaro, Alessandro Benvenuti, Milena Vukotic, Stefano Accorsi, Paolo Rossi e molti, molti altri. Sono stato veramente un privilegiato! Impossibile dimenticare le proiezioni nei Cinema all’aperto del Rivellino prima e del Castello poi e anche le trasferte alla Conchiglia di San Vincenzo dove proiettai per 4 volte consecutive Titanic, il capolavoro di James Cameron che non finiva mai! (3 ore e 15 minuti di pellicola per un totale di 10 pizze, mentre lo standard era 5 o 6). Era proprio quando lavoravo su un unico proiettore in completa manualità che mi divertivo: la messa a fuoco, la messa in quadro, l’obiettivo anamorfico, il cinemascope … tutti ricordi di un lavoro così affascinante che i proiettori digitali hanno cancellato in poco tempo.

Posso dire che al Metropolitan ci sono cresciuto e in tutto questo tempo non è mai cambiato. Dal 1974 non è mai stato oggetto di nessun tipo di ristrutturazione che lo riportasse ai fasti di un tempo; l’ho visto invecchiare sempre di più fino a diventare un vecchio teatro di provincia, ma pur sempre glorioso e affascinante; il secondo Teatro per numero di posti della provincia di Livorno dopo il Goldoni. Primato raggiunto a seguito del ridimensionamento della Gran Guardia…. E anche il Cinema Odeon non era da meno, quando ancora poteva ospitare spettacoli teatrali; più o meno con gli stessi posti del Metropolitan e dove sono ancora visibili il palcoscenico e la ribalta con tanto di buca per orchestra. Il Metropolitan, dove si trova adesso, fu costruito nel 1901 dall’Accademia dei Ravvivati ed era un bellissimo teatro all’italiana, munito di ordini e palchetti. Fu demolito e restaurato nel 1951 per ampliarne la capacità, sacrificando i palchetti, costruendo la platea e la galleria come lo conosciamo oggi. Nel 1974 fu oggetto di un restauro tipico degli anni Settanta, con moquette rossa alle pareti in stile vintage. Nei primi anni Ottanta, ormai a rischio fallimento, fu salvato dal diventare un supermercato dal Comune di Piombino; quella sorte era già toccata all’ex Teatro Moderno, poi Supercinema, ovvero l’attuale OVS. Sempre l’Amministrazione Comunale dell’epoca, decise di assegnarne la gestione all’appena nata Società Cooperativa Nuovo Metropolitan fatta di ex dipendenti dell’Accademia e altri soci sostenitori che negli anni hanno lavorato perché fosse un cinema al passo con i tempi. La prima vera crisi del settore cinematografico negli anni Novanta, cominciata con l’avvento di videocassette e DVD a noleggio, ha visto un inarrestabile calo di presenze, conseguentemente di incassi, cosicché i gestori del tempo, pur di proseguire l’attività, rinunciarono in più di un’occasione al loro stipendio. Cosa che si sta purtroppo ripetendo in questi giorni a causa del Covid.

Il Metropolitan è stato da sempre un centro culturale vivo, frequentato da appassionati e amici. In quest’ultimo decennio sono cresciuti in maniera esponenziale gli abbonati al teatro e ai concerti di musica classica, anche grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale nel promuovere la cultura dello spettacolo all’interno delle scuole e al servizio al pubblico prestato dal personale della cooperativa, sempre attento e professionale. Uno dei fiori all’occhiello è il ciclo del Cinema d’Autore o Cinema d’Essai (per dirlo alla francese). Una scommessa inizialmente partita non benissimo, ma che con tenacia è stata portata avanti fino ad annoverare lo schermo del Cinema Metropolitan tra quelli della FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai). Una rassegna ciclica seguita in modo appassionato dagli spettatori che non vedono l’ora di sfogliare tra le mani i libretti delle recensioni. Metropolitan vuol dire anche saggi; di danza, di musica, di teatro. Tantissime le scuole, gli insegnanti che ho avuto la fortuna di conoscere; prima fra tutte quella di Viviana Tacchella e Rossella Canaccini, dove da bambino ho anche preso lezioni di chitarra classica … senza diventare Eric Clapton, però! E poi Centro Studi Danza di Monica Guerrieri, Soul of Dance, New ArteDanza Polisportiva Venturina Terme, La Banda A. Galantara Piombino, gli Emmepi3, Accademia Le Muse, Centro Studi Danza Follonica ASCD, Woodstock Accademy, Crossroad Music Lab e tante altre che sicuramente in questo momento sto dimenticando..non me ne vogliate … sto scrivendo queste righe con commozione, ma vi ringrazio tutti! Proficua e sempre di buon umore, la collaborazione con l’associazione Danza & Teatro Riolab, con la quale, oltre alle commedie messe in scena, abbiamo portato per la prima volta nella storia il Cinema all’Aperto a Riotorto. Grazie anche a Maurizio Canovaro e al Teatro dell'Aglio, con il quale ho collaborato molti anni fa anche presso il teatro dei Concordi di Campiglia. Un doveroso ringraziamento anche ai partner con cui abbiamo recentemente intrapreso un rapporto di collaborazione: Radio Piombino, Qda . Quelli Dell’Aperitivo e Vivi Piombino e la Val di Cornia. Grazie a Paolo Caciagli, sempre gentile e a disposizione. Grazie a Toscolito arti grafiche per la loro disponibilità e professionalità. Grazie al Comitato # Iostoconvalte che mi ha fatto piangere dalle risate in occasione della nostra Pubblicità Progresso sull’educazione in sala. Grazie all’Orchestra regionale toscana. Grazie a Gino Mochi, Patrizia Gualerci e Alessandro Mochi, ovvero al Cinema Odeon di Piombino per la stima e il rispetto reciproco anche se concorrenti. Grazie a Cesare Orlandini del Cinema Solvay di Rosignano. Grazie ai nostri critici cinematografici d’eccezione come Fabio Canessa e Nicola Calocero, sempre disponibili per presentare un’attrice o un regista ospiti del Metropolitan. Grazie alle varie amministrazioni comunali che si sono alternate in tutti questi anni, alle responsabili dell’ufficio cultura: Anna Boggero e Gabriella Fabbri. Grazie ai tecnici comunali: Bianchi, Piras e Luca Cavazzuti che si sono adoperati nelle situazioni di emergenza. Un saluto lo rivolgo anche ai tecnici intervenuti spesso in questi ultimi anni per l’allestimento degli spettacoli teatrali ed eventi: Andrea Ramacciotti, Giulio Cianchini, Francesco Giomi e Lamberto Stefanelli. Spero che questo luogo a me caro, come a tutti i Piombinesi, sia presto oggetto di un dignitoso restauro, spero che torni a essere il cuore pulsante di una città depauperata e che si è vista portar via molte delle sue certezze. Il Metropolitan deve resistere! A chi è rimasto, auguro un sereno e proficuo futuro. Non lo so se riuscirò a tornarci da semplice spettatore, ma di sicuro mi sento di scrivere: Metropolitan ti voglio bene! Mi sono dilungato, lo so, e forse qualcuno si sarà annoiato a leggere questo post, ma ho scritto quello che sentivo, un quarto di secolo non si cancella con una lettera di dimissioni. Grazie a chi mi ha dedicato due minuti di attenzione. The show must go on.

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