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Politica Giovedì 01 Ottobre 2026 ore 23:04

Bonifica Città Futura, "Anni di ritardi e un nuovo rinvio"

Piombino Domani e Avs Sinistra Italiana hanno commentato gli aggiornamenti forniti dall'assessora Bacci in Consiglio comunale



PIOMBINO — Piombino Domani, insieme ad AVS Sinistra Italiana, ha presentato nei mesi scorsi un'interpellanza per fare chiarezza sullo stato di attuazione della bonifica dell'area Città Futura, a ridosso del centro abitato di Piombino.

"La risposta è arrivata dall'assessora all'Ambiente Rossana Bacci lo scorso 5 Agosto ed è stata discussa nel Consiglio comunale di lunedì 28, in un'aula ormai semideserta. Per le interrogazioni e le interpellanze non è previsto l'obbligo del numero legale, e la maggioranza, come consuetudine, ha abbandonato l'aula a una certa ora del pomeriggio, dimostrando scarso interesse per un tema che riguarda direttamente la salute e il futuro della città", hanno spiegato le due forze politiche.

"Ma Città Futura non è un problema tecnico tra tanti: - hanno proseguito - è un'area a diretto ridosso del centro urbano di Piombino, il cui recupero condiziona la possibilità stessa di restituire alla città uno spazio ancora oggi bloccato, nonostante gli annunci fatti. Ogni anno di ritardo non è solo un rinvio burocratico: è un anno in più in cui un pezzo di città resta sottratto ai cittadini e ai suoi possibili usi futuri, e un anno in più di incertezza ambientale in un'area confinante con il tessuto abitato".

Come ricordato nell’ interpellanza, nel 2021 l'allora assessora all'ambiente aveva annunciato l'approvazione di una nuova variante al progetto di bonifica e la conclusione dell'intero iter entro tre anni. "Erano quindi le prime settimane del 2024 il termine entro cui l'Amministrazione stessa si era impegnata a chiudere la vicenda. Siamo invece a fine settembre 2026, e quella promessa resta ampiamente disattesa", hanno sottolineato.

"La risposta dell'assessora Bacci conferma che nel dicembre 2024 il Ministero dell'Ambiente ha comunicato che la variante approvata dal Comune non era approvabile, annunciando l'apertura di un tavolo tecnico di confronto. - hanno evidenziato Piombino Domani e Avs Sinistra Italiana - L'incarico formale per adeguare e integrare il progetto, che consentirà di collegare la gestione delle acque di falda di Città Futura all’impianto realizzato per la restante parte del Sin di Piombino, è stato però affidato dal Comune solo a fine giugno 2026: un anno e mezzo dopo quella comunicazione. La risposta scritta parla genericamente di 'interlocuzioni formali', senza spiegare cosa sia stato fatto concretamente in quei diciotto mesi, né perché ci sia voluto così tanto tempo per tradurre le richieste ministeriali in un contratto operativo".

Proprio su questo punto Piombino Domani ha contestato in Consiglio comunale l'affermazione, contenuta nella risposta scritta, secondo cui le cause del ritardo 'prescindono dalla volontà e dalle competenze di questa Amministrazione comunale'. "I fatti raccontano un'altra storia: accanto ai tempi della burocrazia ministeriale, esiste un segmento di ritardo, quello tra fine 2024 e metà 2026 che riguarda direttamente le scelte e i tempi del Comune. - hanno aggiunto - Le integrazioni progettuali, secondo la lettera di risposta, sarebbero dovute essere trasmesse al Ministero 'tra fine agosto e i primissimi giorni di settembre 2026'. Quella scadenza non è stata rispettata: la ditta incaricata della progettazione ha infatti comunicato che non sarà in grado di completare il lavoro prima della fine di novembre 2026. Un ulteriore slittamento che si somma a una storia già segnata da anni di rinvii, e che l'Amministrazione non aveva comunicato al Consiglio se non a seguito delle nostre richieste".

Lente anche sulle risorse economiche. Per questo nella stessa interpellanza si chiede formalmente che l'amministrazione riferisca su ogni scostamento rispetto ai tempi annunciati e si impegni a relazionare al Consiglio comunale con cadenza almeno trimestrale sullo stato di avanzamento del procedimento, fino alla sua conclusione.

"Cinque anni dopo la promessa del 2021, e con un nuovo rinvio a novembre, i cittadini di Piombino hanno diritto a tempi certi per un'area che è parte integrante del futuro della città, non a nuove rassicurazioni generiche", hanno concluso.


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