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giovedì 21 novembre 2019

Politica venerdì 26 luglio 2019 ore 17:40

"La commissione di studio una scelta sbagliata"

A spiegare il perché sono stati i gruppi di opposizione Pd e Con Anna per Piombino con Statuto e Regolamento alla mano



PIOMBINO — “Arroganza, dilettantismo o malafede? La misura è colma. Pur nell’alveo di una correttezza istituzionale, che non deve mai venire meno, i gruppi consiliari Pd e Con Anna per Piombino non possono stigmatizzare le motivazioni che avrebbero portato i gruppi di maggioranza a chiedere l’istituzione di una commissione di studio su Rimateria”, così hanno esordito le due forze di opposizione in merito a quanto proporranno con una mozione in Consiglio comunale le forze di maggioranza.

La scelta di una commissione di studio e non di inchiesta, come hanno spiegato le forze di maggioranza nell’ambito di una conferenza stampa, è stata presa per evitare che la presidenza finisse per essere assegnata al Pd (leggi qui l’articolo correlato).

“Questa ricostruzione, se confermata, svelerebbe in tutta la sua evidenza, il volto vero della maggioranza: da una parte l’inconsistenza istituzionale e la scarsa conoscenza dello Statuto e del Regolamento, dall’altra, una totale malafede frutto dell’arroganza e dell’incompetenza. - hanno detto le due forze di opposizione - L’articolo 58 dello statuto disciplina le Commissioni d’inchiesta, di controllo e garanzia, allo scopo di assicurare l’esercizio della funzione di controllo e svolgere inchieste sull’attività amministrativa del Comune. Lo Statuto non contempla le commissioni di studio; queste sono disciplinate dall’art. 22 del Regolamento, prevedendo che 'il Consiglio comunale può costituire commissioni temporanee con l’incarico di studiare piani e programmi di particolare rilevanza'. - è stato spiegato - E’ di facile comprensione per chiunque, ma è d’obbligo che lo sia per chi ha la pretesa di amministrare una città, la differenza tra i due tipi di commissioni, le prime sono disciplinate dalla Statuto e si occupano di fare inchiesta, indagine e controllo sull’operato dell’amministrazione; un’attività rivolta al passato. Le seconde, previste dal Regolamento, al contrario, guardano al futuro ovvero a studiare piani e programmi”.

"La motivazione con cui la maggioranza avrebbe scelto una commissione di studio, oltre a calpestare ogni principio di diritto, porterebbe alla luce la pochezza di una coalizione che sta insieme per distruggere piuttosto che per costruire, per alimentare l’odio e il sospetto di un malaffare che esiste soltanto nelle menti di chi li concepisce. - hanno aggiunto - Il sospetto che questo gruppo di minoranza ambisse a spazi istituzionali credevamo di averlo già fugato nella prima seduta di Consiglio comunale, nella quale avevamo annunciato espressamente la volontà di non accettare una vicepresidenza".

Insomma, per i gruppi consiliari Pd e Con Anna per Piombino sono stati scelti strumenti sbagliati che la coalizione "giustifica per un paventato conflitto che, al momento, esiste soltanto in qualche componente della giunta".



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