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Politica martedì 31 ottobre 2023 ore 13:36

Asiu Tap Rimateria, resta nodo fallimento

Per il consigliere Pellegrini resta da chiedersi se, con un nuovo piano industriale, si sarebbe comunque arrivati al fallimento di Rimateria



PIOMBINO — Per il consigliere del gruppo misto Marco Pellegrini (ex Pd), a seguito del Consiglio comunale monotematico sull'esito dei lavori della Commissione di inchiesta su Asiu-Tap-RiMateria, "la montagna non ha prodotto neppure un topolino".

"Esaminata la relazione, - si legge nel documento - pare assente un elemento di fondamentale importanza ovvero che Asiu-Tap-Rimateria sono aziende che non possono rientrare nel novero delle società a controllo analogo. Il controllo analogo è esercitato su quelle aziende a partecipazione pubblica per le quali i rapporti con gli Enti pubblici sono molto più vincolanti, in altre parole gli enti esercitano su queste società lo stesso controllo che esercitano sugli enti medesimi con riguardo ai propri servizi e attività. Si tratta in questi casi di un vero e proprio plesso organizzativo dell'Ente. Le società che non sono soggette a controllo analogo, invece, sono soggette alla disciplina del codice civile. Il richiamo a questa nozione non è banale poiché rende più chiara la dinamica tra gli enti e l’azienda ovvero ci fa capire che se da una parte la linea politica poteva influenzare certe scelte, la gestione aziendale è sempre stata autonoma e riconducibile esclusivamente al management societario".

Per il consigliere Pellegrini sono tre le scelte più rilevanti che avrebbero nfluito sull’attività societaria hanno riguardato: la scelta del sito a cavallo tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90; la scelta di costituire un soggetto che realizzasse l’impianto per una gestione dei rifiuti in modo altamente differenziato; la scelta di tenere bassa la tariffa dei rifiuti solidi urbani ovvero l’attuale Tari che pagano i cittadini. 

"A mio avviso, l’esito dell’inchiesta non ha evidenziato delle responsabilità politiche o amministrative del Comune ai tempi di Asiu Rimateria, anzi la linea politica è sempre stata quella di rispettare la normativa in materia e di spingere sul riciclo. - si legge nella relazione del consigliere Pellegrini - Si può sintetizzare così: l’inchiesta ha evidenziato tra le cause del dissesto finanziario l’esaurimento degli spazi in discarica, che ha fatto diminuire così i flussi finanziari. A questo si è cercato di porre rimedio riducendo i costi e cercando alternative per spazi ulteriori. A tale proposito c’è da chiedersi che piega avrebbe preso tutta la vicenda Rimateria e se le sorti dell’azienda sarebbero state le stesse se solo vi fosse stata la possibilità di utilizzare lo spazio del cono rovescio nel momento in cui si decise di andare in altezza? Si può aggiungere, poi, che l’iter burocratico non ha favorito un rapido sviluppo del piano industriale e che per questo gli oneri finanziari hanno divorato il capitale sociale. Si può dire che non c’è stata una spinta allo sfruttamento del materiale di riciclo e anche questo ha impedito l’alimentazione i flussi finanziari. Piuttosto, c’è da chiedersi se, come ha riferito anche l’ex presidente Pellati, si fosse consentito a Rimateria di realizzare il piano industriale, limitandolo ai rifiuti speciali di natura non organica e non odorigeni ed al solo cono rovescio, la vicenda avrebbe portato comunque al fallimento di Rimateria".


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