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Politica Lunedì 27 Luglio 2026 ore 15:18
Comuni montani, "Penalizzati i paesi più fragili"

Rifondazione Comunista: "Chiediamo l'immediata revisione dei criteri della Legge 131/2025. La Regione non si faccia complice"
PIOMBINO — Il Partito di Rifondazione Comunista è intervenuto sull’entrata in vigore del DPCM 11 maggio 2026 n. 121 e la piena attuazione della Legge 131/2025.
"La destra al Governo assesta l’ennesimo colpo mortale alle aree interne e ai territori fragili del nostro Paese. - hanno commentato - In Toscana il bilancio è drammatico: 36 Comuni perdono integralmente lo status di Comune montano, vedendosi privare di un riconoscimento storico e di tutele fondamentali in nome di un freddo calcolo altimetrico. Mentre dal Ministero per gli Affari Regionali il Ministro Calderoli si affanna a diffondere informative istituzionali per bollare le proteste come un allarme ingiustificato e a millantare una presunta tutela del 'vero carattere montano', la realtà dei fatti smaschera l'ipocrisia di questo provvedimento".
"Siamo di fronte a un vero e proprio paradosso di classe e di territorio:da un lato, perle e borghi della dorsale collinare e montana come Sassetta o Volterra o Montecatini Val di Cecina o anche i comuni dell’Elba, vengono cancellate con un tratto di penna dalla mappa dei comuni montani, trattate alla stregua di ricchi comuni di pianura e abbandonate a sé stesse nella lotta contro lo spopolamento e la carenza di servizi. Dall'altro lato, grandi centri urbani, industriali ed economicamente forti, come Massa, Carrara, Arezzo o Pistoia - comuni sicuramente più forti dei piccolissimi paesi come Sassetta - ottengono il titolo di Comuni montani solo perché i loro confini amministrativi comprendono storicamente qualche frazione sulle Apuane o sull'Appennino. Vogliamo davvero mettere a confronto il bilancio e l'indotto economico e industriale di una città come Carrara con la fragilità finanziaria e strutturale dei piccoli paesi della Val di Cornia o della Val di Cecina? È questa la giustizia territoriale della Lega e della destra? Togliere risorse e tutele a chi non ha poco o nulla per lasciarle a capoluoghi e centri strutturati ed economicamente forti? Le rassicurazioni del Ministro Calderoli — che parla di autonomia delle Regioni nell'assegnazione dei fondi FOSMIT (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane) o di deroghe temporanee per le scuole — sono la solita pezza rinfiancata che scarica sugli enti locali le responsabilità del Governo. Passare dai diritti certi alla carità delle deroghe regionali o straordinarie significa condannare i piccoli paesi alla chiusura dei plessi scolastici, al taglio dei trasporti e degli investimenti nelle opere pubbliche".
Dunque, Rifondazione Comunista ha denunciato con forza "questa ennesima operazione di macelleria sociale e territoriale. La montanità non è un mero dato numerico da misurare con il righello e con il clinometro; è una condizione sociale, economica e umana fatta di resistenza quotidiana contro l'isolamento, i costi dei trasporti e lo smantellamento della sanità di prossimità. Ci schieriamo al fianco dei sindaci, dei comitati e dei cittadini che non si rassegnano a veder morire i propri paesi. Chiediamo l'immediata revisione dei criteri della Legge 131/2025 e il ripristino di un sistema di classificazione che tenga conto delle reali fragilità socio-economiche, e invitiamo la Regione Toscana a non farsi complice di questo scippo e a blindare con risorse proprie i servizi nei comuni declassati. La montagna e le aree interne non si svendono e non si cancellano per decreto!".
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