Politica Domenica 31 Maggio 2026 ore 07:09
Consultorio in ospedale, "Perdita di prossimità"

Sinistra Italiana - Avs ha evidenziato le criticità di questa decisione al momento presentata come temporanea. La questione arriva in Regione
PIOMBINO — "Difendere il consultorio significa difendere la sanità pubblica territoriale", lo ha evidenziato Sinistra Italiana - Avs in una nota che rimette al centro i servizi sanitari locali.
"A Piombino la sanità pubblica sta attraversando una fase critica, segnata da un progressivo indebolimento sia del presidio ospedaliero di Villamarina sia della rete territoriale. - hanno spiegato - In questo quadro apprendiamo che la direzione aziendale avrebbe deciso di spostare il consultorio all’interno dell’ospedale. E’ un passaggio che non può essere derubricato a semplice riorganizzazione logistica. Lo diciamo con estrema chiarezza: lo spostamento del consultorio dentro l’ospedale è una decisione sulla quale non possiamo essere d’accordo. Il consultorio è, e deve restare, un punto di riferimento sul territorio, uno spazio di facile accesso dove donne, giovani e famiglie possano trovare ascolto, orientamento e supporto nei momenti più delicati della vita: adolescenza, gravidanza, maternità, puerperio. È un presidio che lavora sulla prevenzione, sulla relazione, sulla multidisciplinarità. Non è solo un luogo di prestazioni sanitarie. Portarlo dentro un ospedale significa spostarlo verso un modello inevitabilmente più medicalizzato, dove tempi, spazi e organizzazione rispondono a logiche diverse. Questo rischia di snaturarne profondamente la funzione".
"A nostro avviso - hanno proseguito - ci sono diverse evidenti criticità. La prima è la perdita di prossimità. Il consultorio smette di essere un presidio vicino, accessibile, integrato nella comunità, e diventa un servizio percepito come più distante, più istituzionale. In particolare giovani e donne potrebbero sentirsi meno a proprio agio nel rivolgersi a una struttura ospedaliera. La seconda riguarda la riduzione della funzione preventiva e sociale. Attività fondamentali come l’educazione, il supporto psicologico, la consulenza familiare rischiano di essere marginalizzate rispetto alla dimensione clinica. La terza è rappresentata dalle barriere implicite all’accesso. Chi cerca riservatezza, ascolto e un contesto non medicalizzato potrebbe rinunciare al servizio proprio nei momenti di maggiore fragilità. C’è poi un elemento che non possiamo ignorare: il rischio che questo spostamento temporaneo diventi permanente. È una dinamica già vista. E si inserisce in una tendenza più ampia, che sembra puntare a concentrare sempre più servizi ambulatoriali dentro l’ospedale, non per rafforzare davvero il sistema, ma per compensare carenze strutturali. Così però si indebolisce ulteriormente la sanità territoriale, senza rafforzare quella ospedaliera".
Per Sinistra Italiana - Avs "l’integrazione tra ospedale e territorio è necessaria, ma deve essere un’integrazione che rafforza i servizi territoriali, non che li svuota. Abbiamo alcune richieste per la direzione aziendale: vogliamo una garanzia pubblica chiara e vincolante sulla temporaneità dello spostamento del consultorio, con tempi certi per il ritorno in una sede territoriale con il ripristino e il rafforzamento della sua piena identità in termini di accessibilità, prossimità, funzione preventiva e sociale. Vogliamo anche un investimento reale sulla sanità territoriale nella Val di Cornia. Allo stesso tempo, è necessario affrontare il quadro complessivo: l’ospedale di Piombino non può continuare a perdere servizi, come dimostrano le criticità recenti, tra cui la cardiologia. Ma la risposta non può essere quella di spostare il territorio dentro l’ospedale".
Sinistra Italiana - Avs ha dunque fatto sapere che porterà questo caso all'attenzione dei consiglieri regionali affinché si attivino con strumenti concreti, dagli atti ispettivi alle proposte di indirizzo.
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