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Attualità mercoledì 15 marzo 2017 ore 18:39

Passi avanti per Unicoop ma c'è altro da chiarire

I sindacati dopo l'ultimo incontro con la dirigenza Unicoop Tirreno hanno riconosciuto i passi avanti, ritenuti però troppo generici



PIOMBINO — Si è tenuto ieri l'incontro a Roma tra le organizzazioni sindacali Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs e la direzione di Unicoop Tirreno con l'intento di proseguire il confronto sullo stato di crisi che riguarda la cooperativa.

Le organizzazioni sindacali hanno "ribadito le proprie critiche alla modalità gestionale che sinora ha contraddistinto la delegazione aziendale al tavolo: - si legge in una nota - nello specifico, la continua modifica degli obiettivi economici e gestionali del piano di recupero sistematicamente operata dalla Cooperativa ha, di fatto, ostacolato il dispiegarsi di un negoziato vero".

Durante l'incontro è emersa la volontà di procedere all'attivazione della CIGS per crisi per la sede di Vignale e del CDSD per la rete commerciale. Inoltre, per uniformare i tempi dell'intervento la direzione sarebbe orientata a privilegiare un periodo di 12 mesi, rimanendo disponibile a disporre ulteriori richieste di proroga nel limite massimo stabilito dalle norme.

"Se pur apparentemente questa mutata posizione aziendale si configurerebbe come un avanzamento in direzione delle richieste sindacali, - hanno aggiunto le organizzazioni sindacali - la stessa è connotata da aspetti estremamente generici ed aleatori che andrebbero approfonditi e messi in chiaro". 

A questo punto la direzione aziendale ha espresso la necessità di procedere alla verifica delle relazioni sindacali che governeranno il periodo di attuazione del piano di risanamento; degli ammortizzatori sociali da richiedere; della sospensione temporanea di alcuni istituti a contenuto economico del CIA.

Per evitare che i tempi di questa vertenza si allunghino, i sindacati hanno deciso di fissare un confronto ristretto per il 23 marzo e una plenaria per sabato 25 marzo a Firenze.

Per Fisascat, Filcams e Uiltucs, conclude la nota, "occorre ricondurre il negoziato a contenuti chiari e ad una cornice di interventi plurimi sui costi di struttura, per evitare che siano solo le lavoratrici ed i lavoratori a pagare il prezzo del risanamento della cooperativa e per impedire che vengano fatte salve sacche di inefficienza assai onerose per l'Impresa". 



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