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Lavoro giovedì 14 maggio 2020 ore 17:57

Opzione Cassa depositi e prestiti nel capitale Jsw

Lo stabilimento siderurgico di Piombino

Il governatore Rossi scrive al ministro Patuanelli. Fim, Fiom e Uilm intravedono nel Decreto rilancio una opportunità che l'impresa deve cogliere



PIOMBINO — Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi fa appello all'articolo 30 del Decreto rilancio per una partecipazione pubblica di minoranza o altra soluzione come le modalità di intervento associate al 'patrimonio destinato' per le imprese che superano i 50 milioni di fatturato. Per questo ha inviato una lettera al ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli in cui gli chiede di adoperarsi per favorire l'ingresso della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale sociale di Jsw Steel Italy di Piombino.

"La fase di una gestione ordinaria del rilancio siderurgico di Piombino non è più sufficiente, e si pone invece il tema di una scelta di interesse nazionale e di politica industriale. - ha scritto Rossi - In questa prospettiva sono a chiederle di valutare e favorire un ingresso temporaneo della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale sociale di Jsw Steel Italy Piombino, ad esempio con una partecipazione di minoranza, o altra soluzione come le modalità di intervento associate al 'patrimonio destinato', di cui all’art. 30 del DL Rilancio, per imprese con oltre 50 milioni di fatturato”.

Dopo aver evidenziato come il gruppo indiano guidato da Sajjan Jindal, ha già investito 330 milioni di euro tra acquisizione, capitale circolante, investimenti iniziali e copertura di perdite dal 2018 ad oggi, mantenendo l’occupazione anche grazie agli ammortizzatori sociali, oggi alla crisi del mercato dell’acciaio si è aggiunta la pandemia con il rischio di reali problemi di liquidità, insufficienza nella domanda, costi fissi elevati (ad esempio per l'energia), e quindi una gestione aziendale che rischia di entrare in crisi ancor prima di arrivare alla fase degli investimenti. Da qui, ha ricordato ancora il presidente Rossi, la richiesta di ordinativi incrementali da parte di Rfi, con possibili quote di domanda riservate nelle gare pubbliche, come risulta avvenga anche in altri paesi europei, nonché un aiuto straordinario nell’accesso al credito e per garanzie sull’export.

Il partenariato tra Jsw e Cassa Depositi e Prestiti non sarebbe nuovo, infatti erano già stati partner nella gara sull'ulva di Taranto. "Mi risulterebbe - ha proseguito Rossi - che Mr. Jindal non sarebbe contrario ad una partnership pubblica temporanea al fine di strutturare i rapporti con il mondo finanziario ed avviare gli investimenti". Il presidente Rossi chiede quindi al ministro Patuanelli di “considerare una soluzione straordinaria su Piombino, dovuta alle condizioni straordinarie venutesi a creare con la pandemia, e per tempo”.

"Le dico francamente che, giunto al termine del mio secondo mandato in Toscana, non sono disponibile ad assistere ad un declino del polo industriale di Piombino. Mi auguro che anche lei, proprio perché sensibile ad altre situazioni siderurgiche, come ad esempio a Trieste, voglia assumere la guida di un colpo di reni politico-istituzionale, non più procrastinabile, per il bene di una forza lavoro ancora specializzata e motivata, di una comunità locale che non ha mai smesso di volere un rilancio industriale sostenibile, della Toscana, ma mi permetta anche dell’Italia, che non può permettersi di abbandonare un altro segmento produttivo che, una mano pubblica, può invece aiutare nella transizione”, ha concluso Rossi nella lettera sperando di poter incontrare il ministro di persona.

Per i sindacati Fim, Fiom e Uilm le misure del Governo rappresentano "una opportunità che le imprese, Jsw in primis, devono cogliere. Gli effetti di questa emergenza sanitaria rischiano di amplificare a dismisura le difficoltà fin qui registrate nel rilancio siderurgico di Piombino. - hanno commentato - Ora più che mai, forse ancor più del 2016 quando lo chiedevamo per le incapacità imprenditoriali di Cevital, si impone una scelta ed una opportunità di interesse nazionale e di politica industriale, partendo dal dare le risposte istituzionali al gruppo Jsw alla base della richiesta di proroga di 4 mesi, ormai trascorsi, condizione preliminare agli investimenti sull'area fusoria. Così come serve che l'azienda colga l'opportunità e richieda l'intervento di Cassa depositi e Prestiti per il rilancio siderurgico di Piombino. Riteniamo che serva quanto prima riconvocare il tavolo istituzionale per affrontare la vertenza Piombino, alla luce anche delle nuove disposizioni previste dal nuovo Decreto, con i massimi vertici aziendali ed istituzionali". 



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