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martedì 25 giugno 2019

Lavoro giovedì 03 agosto 2017 ore 09:21

Dopo Fiom anche Uilm ha messo le mani avanti

Le mancate notizie sull'arrivo di semiprodotti per la ripresa del treno rotaie hanno insinuato nuovi dubbi sul rispetto degli accordi per Aferpi



PIOMBINO — Alle preoccupazioni esternate dalla Fiom si aggiungono quelle di Uilm che nella stessa giornata ha firmato una nota dello stesso tono. 

"Siamo ormai a un mese dalla firma dell'addendum al contratto del 30 giugno 2015 tra il gruppo Cevital/Aferpi ed il Governo italiano con il quale l'imprenditore si impegna a fare ripartire l'attività di laminazione del treno rotaie", ha esordito Uilm.

Entro Agosto 2017 è il primo step, per il treno vergella e il treno medio piccolo si sarebbe dovuto aspettare entro Ottobre 2017, con una produzione annunciata tra Agosto e Dicembre di 80mila tonnellate di rotaie, 20mila di barre e 30mila di vergella. Tra gli altri punti dell'accordo anche l'inizio degli smantellamenti e individuare un partnership per il settore siderurgico entro il 31 Ottobre di quest'anno. 

"Come Uilm abbiamo considerato positivo che il Governo abbia dettato delle tempistiche certe per vigilare sull'attività dell'imprenditore ed assicurarsi che gli impegni presi verranno mantenuti, così come è stato decisamente positivo avere prolungato fino al 30 Giugno 2019 il periodo di sorveglianza. Per la Uilm però la firma del 30 Giugno è stato un nuovo punto di partenza e non certo di arrivo, ora è fondamentale vigilare costantemente gli impegni", si legge nella nota. 

Ad oggi, però, la preoccupazione è palpabile. Ai sindacati non è stata fornita alcuna informazione né in merito a trattative con eventuali partnership né in merito ad arrivo di navi di semiprodotti ed infatti la laminazione del treno rotaie non partirà (leggi l'articolo correlato).

"Questa assoluta mancanza di informazioni è per la Uilm preoccupante e non accettabile. - e hanno aggiunto - Riteniamo che, col persistere dell'attuale condizione di incertezza sulla ripresa produttiva a breve ma soprattutto alla luce delle poco incoraggianti notizie trapelate sulle prospettive dell'intero progetto Piombino, il Governo si debba da subito adoperare nel ricercare una soluzione alternativa anche prima delle scadenze prefissate".



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