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Attualità giovedì 20 febbraio 2020 ore 13:37

"Dopo quei casotti a Baratti evitare altri errori"

Comitato per Campiglia: "Intervenire sul Piano Particolareggiato in modo da renderlo un vero e proprio Piano di Recupero"



PIOMBINO — La questione dei casotti in legno realizzati a Baratti continua a smuovere l’opinione pubblica. È il Comitato per Campiglia a sottolinearlo in una nuova nota. “La polemica si è allargata e vede la protesta netta senza se e senza ma di associazioni, tecnici e cittadini che tanto impegnarono del loro tempo ed energie al momento del percorso partecipativo sul Piano di Baratti. - hanno detto - Già allora, nonostante la partecipazione appassionata di tanti italiani e stranieri, il Piano si rilevò essere una delle più gravi bufale urbanistiche che il Comune di Piombino negli anni avesse partorito”.

“A fronte delle attuali proteste di tanti, il Comune scrive oggi che tutto è regolare. Ciò purtroppo ricorda la frase: ‘L’operazione è andata benissimo, ma il paziente è deceduto’. Infatti se da una parte nessuno pensa di accusare il Comune di essere incorso in illegittimità, nessuno dall’altra può negare che Baratti e il suo paesaggio, patrimonio di tutti, è stato ferito profondamente. Sicuramente verranno fatte tutte le verifiche del caso e come al solito quel che è fatto resterà a meno che il comune non riesca a convincere i privati a rifare tutto magari ricordando che il tutto è stato fatto su aree non private”.

Il Comitato per Campiglia a questo punto chiede delle garanzie affinché non si possa ripetere una situazione simile. 

"Quello che indigna è che il progetto per sua localizzazione deve avere avuto il parere favorevole di una commissione paesaggistica e, direttamente o indirettamente, della Soprintendenza che ha purtroppo dimostrato ancora una volta una scarsa attenzione per questo povero territorio, dove nel tempo ha permesso tristi hangar al porto di San Vincenzo, stradoni da periferia al Park Albatros, restauri incompleti alla Pieve di Campiglia, disinteresse per le aree archeologiche di Campiglia Vecchia di Madonna di Fucinaia e tanti altri casi sottolineati in tante richieste del Comitato, rimaste inascoltate e senza risposta. Il problema nasce da lontano e dalla certezza già denunciata dai comitati al momento dell’approvazione del Piano Particolareggiato, che il risultato anche se corretto grazie al percorso partecipativo, era ancora inaccettabile e che le scelte del Comune avrebbero dato tristi risultati come purtroppo oggi vediamo. - e hanno concluso - Per evitare allora che errori così macroscopici che ci faranno vergognare anche a livello internazionale, il Comitato rinnova la richiesta già fatta anni or sono e respinta, di intervenire sul Piano Particolareggiato in modo da renderlo un vero e proprio Piano di Recupero dove tutti gli interventi devono essere descritti e illustrati non solo da norme ma da grafici e rendering veritieri, modificabili come vuole la logica e la legge, ma solo con varianti da sottoporre ad un processo partecipativo nel quale tutti siano debitamente informati".



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