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Lavoro mercoledì 27 novembre 2019 ore 14:48

Jsw, "un incontro per togliere alibi all'azienda"

E' quanto chiedono Fim, Fiom e Uilm in una lettera congiunta consegnato al prefetto di Livorno. Tra i punti costi dell'energia e smaltimento scorie



PIOMBINO — Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato il prefetto di Livorno per sollecitare l'atteso incontro al Ministero dello Sviluppo economico per fare il punto della situazione sullo stabilimento Jsw Steel a Piombino. Sono trascorsi due mesi, infatti, dalla convocazione del 19 settembre poi saltata a seguito del cambio di Governo.

Nell'occasione hanno consegnato una lettera, diffusa poi sui social, e che riportiamo integralmente. Nel documento, oltre all'incontro al Mise, i sindacati chiedono che venga definito il costo dell'energia e stabilito l'utilizzo della discarica adiacente lo stabilimento per lo smaltimento della parte non riutilizzabile delle scorie prodotte dai forni elettrici e dai treni di laminazione.

Insomma, secondo i sindacati Sajjan Jindal, il numero uno di Jsw Steel, non dovrà avere alcun alibi in vista della presentazione della presentazione del piano industriale atteso entro gennaio 2020.

Di seguito la lettera consegnata al prefetto di Livorno:

"Egregio Prefetto,

Come le è noto Piombino è in una fase delicatissima del rilancio industriale.

Sul versante siderurgico dopo il subentro del gruppo JSW avvenuto il 24 luglio 2018, stiamo verificando e supportando in concerto con il MISE le tappe dello sviluppo delle linee guida del Piano Industriale, la cui presentazione definitiva dopo i 18 mesi di valutazione, è attesa per gennaio 2020.

Nei quasi 18 mesi trascorsi dal subentro formale di JSW Steel -Closing-, abbiamo tenuto alcuni incontri al Mise per fare il punto sui reciproci impegni lato ministeriale e Aziendale, così come per prorogare le necessarie coperture di ammortizzatori sociali, uno dei presupposti su cui si poggia il progetto.

Dagli incontri è emerso chiaramente che il punto cardine della fattibilità del progetto di realizzazione dell'area a caldo caratterizzata dalla realizzazione di più Forni Elettrici, è la definizione del Costo dell'Energia.

Il Piano Industriale che tutti attendono per la nuova acciaieria è infatti legato strettamente ad un atto formale del Governo sulla conferma o meno degli impegni presi dal Ministero sul costo dell'Energia direttamente nell'"Accordo di programma per l'attuazione del progetto integrato dimessa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell'area dei complessi aziendali di piombino ceduti dalla Lucchini in a.s.".

Nei vari incontri tenuti prima dell'ultima crisi di Governo si sono inaugurati tavoli tecnici per affrontare le questioni irrisolte, la prima, individuare lo strumento che consenta di equiparare il prezzo che dovrà pagare JSW a quello della concorrenza italiana.

Un altro punto determinante il rispetto dell'Accordo di Programma riguardante l'utilizzo della discarica adiacente lo stabilimento per lo smaltimento della parte non riutilizzabile delle scorie prodotte dai forni elettrici e dai treni di laminazione.

Facile prevedere che un aggravio imprevisto dei costi di smaltimento di tali scarti potrebbe mettere a rischio la fattibilità del Progetto.

Discorso più complesso riguarda la logistica e le aree portuali che saranno altrettanto determinanti nelle fasi successive della realizzazione del Piano Industriale Jsw.

Nei vari incontri ministeriali abbiamo, come Organizzazioni Sindacali, anche più volte evidenziato i ritardi che pure sul versante Aziendale si sono registrati quali: investimenti sui treni di laminazione; smantellamenti e demolizioni.

Tutte attività previste nel corso del 2019 dalle linee guida del Business Plan presentato da JSW al Mise e allegati all'accordo di programma.

Tuttavia la prima questione in particolare -costo dell’Energia- sta alla base della ripresa produttiva degli stabilimenti Piombinesi, oggi in attività solo per la parte della laminazione con risultati economici di stabilimento non soddisfacenti, evidenziati dai vari EBITDA che ci riferiscono negativi.

Ulteriori rinvii della definizione certa di questo vitale elemento, avrà il solo effetto di ritardare o ancor peggio di determinare la definitiva rinuncia dell'imprenditore a presentare il piano industriale con gli investimenti accennati dalle linee guida presentate all'atto di subentro.

Un rischio gravissimo e che nessuno può correre, il territorio per le ricadute su un territorio già provato economicamente, così come il Governo chiamato sostanzialmente a rimuovere un alibi (se volessimo fare un parallelismo con lo scudo penale di Taranto) per la Multinazionale Indiana di disimpegnarsi su Piombino.

Sig. Prefetto, lo scorso 19 settembre avevamo in agenda un incontro fissato dall’allora Vice capo di Gabinetto dello Sviluppo Economico dott.Sorial successivamente saltato a seguito delle note vicende e avvicendamento di Governo.

Per le ragioni che Le abbiamo sinteticamente elencato, per l'approssimarsi di una stringente scadenza, per un ritardo di oltre due mesi di una convocazione Ministeriale già definita, per una richiesta di convocazione da parte delle Segreterie Metalmeccaniche Nazionale caduta nel vuoto, per gli evidenti ritardi Aziendali sul programma, da essa stessa definito, con mancata occupazione e relativo aggravio del costo pubblico, anche per queste ragioni Le chiediamo di appoggiare e sostenere la nostra richiesta di un urgente incontro di verifica al Mise.

Incontro che auspichiamo si tenga nei più stretti tempi possibile data l'alta tensione e preoccupazione che registriamo nelle maestranze, considerando che solo una parte di queste ad oggi lavora in maniera non continuativa, mentre oltre 900 addetti sono a tutt'oggi fissi in cassa integrazione da oltre 5 anni ed attendono risposte per la loro prospettiva lavorativa.

Il messaggio chiaro che vogliamo trasmetterle è che la Vertenza Piombinese non è ancora risolta che serve togliere gli alibi all’azienda in un incontro urgente dal Governo che pone la massima attenzione a questo territorio.

Certi di un suo interessamento, restiamo in attesa di riscontro e la salutiamo cordialmente".



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