Lavoro Mercoledì 06 Maggio 2026 ore 18:35
Jsw, "Ora convocare il consiglio di fabbrica"

Usb: "Sul tema amianto non bastano più le richieste formali di sicurezza, né gli incontri istituzionali"
PIOMBINO — L'Unione sindacale di base è intervenuto a seguito della denuncia dei sindacati Fim, Fiom e Uilm della presenza di amianto all'interno della fabbrica.
"Ancora una volta, però, le informazioni vengono gestite in modo selettivo: i risultati sarebbero stati trasmessi esclusivamente a Fim, Fiom e Uilm senza alcun coinvolgimento dell’insieme delle RSU di stabilimento o, quantomeno, senza riscontro alle comunicazioni inviate da altre rappresentanze sindacali. - hanno commentato - Una gestione che solleva interrogativi pesanti sul piano della trasparenza e della democrazia sindacale. Possiamo anche prendere atto della mancata presenza di alcune sigle nei coordinamenti ufficiali, ma resta il fatto che chi è strutturalmente dentro questi organismi gode di un’agibilità che appare di fatto privilegiata e che rischia di tradursi in un monopolio dell’informazione. Il paradosso è evidente: mentre altrove si fanno polemiche sulla democrazia sindacale, a Piombino si arriva all’esclusione totale delle RSU dai processi decisionali. I consigli di fabbrica vengono svuotati, gestiti dalle segreterie, e privati di qualsiasi reale autonomia. Anche sull’ultimo incontro con l’azienda, dove si era condivisa la necessità di convocare un nuovo consiglio di fabbrica e, se necessario, assemblee con i lavoratori, registriamo l’ennesima forzatura: si apprende dai giornali di future convocazioni, senza alcun percorso condiviso. Noi crediamo esattamente nel contrario".
"Sul tema amianto - hanno proseguito - non bastano più le richieste formali di sicurezza, né gli incontri istituzionali con politica, ASL o ARPAT. Sono anni che si rincorrono segnalazioni e preoccupazioni, ma oggi siamo di fronte a un salto di qualità: la presenza di particelle nell’aria impone una presa di coscienza collettiva. I lavoratori devono essere messi nelle condizioni di conoscere, capire e decidere. Devono pretendere azioni concrete, immediate e verificabili da parte dell’azienda e di chi li rappresenta".
"Sappiamo bene che a Piombino pesa una situazione sociale difficile, dove la paura della cassa integrazione e la necessità di mantenere il posto di lavoro frenano ogni reazione. Ma proprio per questo non possiamo permetterci di abbassare la testa: con l’amianto non si tratta. Attendiamo la convocazione del consiglio di fabbrica, ma per quanto ci riguarda la posizione è chiara: è necessario aprire una fase di mobilitazione, mirata e crescente, che coinvolga non solo i lavoratori ma l’intera cittadinanza. Perché quando si parla di amianto , non è più solo una questione di fabbrica, ma di salute pubblica", hanno concluso dall'Usb.
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