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Lavoro lunedì 20 settembre 2021 ore 09:00

Jsw, per Usb rischio esuberi sempre più concreto

Bandiera dell’Unione sindacale di base

“Siamo d'accordo con alcune affermazioni della vice ministro Todde ma gli esempi esposti, come Termine Imerese, hanno prodotto molti esuberi”



PIOMBINO — “Di fronte agli annunci di Carrai e della vice ministro Todde in merito all'ingresso di Invitalia nel capitale sociale di Jsw, le nostre perplessità permangono in quanto ancora non è dato sapere quale sarà la percentuale di ingresso. Non vogliamo che si ripeta lo stesso copione dell'Ilva di Taranto in cui i soldi di Ivitalia sono serviti solo per licenziare e per permettere ad Alceror Mittal di andare avanti nel suo progetto”. Parole dell’Unione sindacale di base a seguito del Consiglio straordinario sui temi dell’industria tenutosi la scorsa settimana.

“Usb chiede una vera nazionalizzazione dove venga messo al centro il lavoro, l'ambiente e la riconversione ecologica degli impianti e non come spesso succede in Italia, trasferire denaro pubblico ai privati, lasciando il controllo delle scelte strategiche saldamente in mano alla multinazionale, senza avere alcuna garanzia. - hanno commentato - Dobbiamo investire per mantenere una moderna produzione di acciaio in Italia non facendo arricchire le multinazionali. Ricordiamo che il gruppo indiano Jindal è in attivo e non in perdita e, se avesse creduto veramente nello stabilimento di Piombino avrebbe potuto già investire il necessario”.

“A nostro avviso Jindal deve essere finalmente allontanata dallo stabilimento in quanto, a distanza di 3 anni, non è stata capace di rispettare nessun impegno preso di fronte ai lavoratori e alla città”.

“Siamo d'accordo con alcune affermazioni della vice ministro Todde ma gli esempi esposti, come Termine Imerese, hanno in realtà prodotto molti esuberi. - hanno ribadito dal sindacato - Non vogliamo che avvenga ciò anche a Piombino. Ci chiediamo: dove è finito il tavolo nazionale sulla siderurgia italiana? A nostro avviso sarebbe urgente aprire subito questa discussione a maggior ragione se il capitale pubblico entrerà nelle due maggiori società private produttrici di acciaio attualmente presenti in Italia. Serve assolutamente una sinergia tra i vari poli industriali per dare un segnale di carattere nazionale e per avere più forza nel mercato mondiale in eterna competizione come avviene negli altri stati europei ad esempio in Germania e Belgio”. 

Dalle parole di Carrai si intuisce bene che ci saranno esuberi e che, a suo avviso, i lavoratori dovranno essere ricollocati nell’area industriale. Chi si dovrebbe occupare di tutto ciò?  Usb chiede con forza il prolungamento degli ammortizzatori sociali per tutto il tempo necessario al compimento del piano industriale. La cassa integrazione dovrà essere integrata così come sta avvenendo a Genova e in altri stabilimenti”, hanno concluso chiedendo alla Regione Toscana un maggior impegno.

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