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domenica 26 gennaio 2020

Lavoro mercoledì 04 dicembre 2019 ore 16:09

“Preoccupante il rinvio dell’incontro al Mise”

David Romagnani

È David Romagnani della Fiom a sottolineare come l’incontro di oggi avrebbe dovuto sciogliere due nodi legati al progetto di Jindal per Piombino



PIOMBINO — La Fiom giudica estremamente preoccupante il rinvio a data da destinarsi della riunione della cabina di regia dell’accordo di programma di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo complesso di Piombino. La riunione doveva tenersi mercoledì 4 dicembre alle ore 10 con all’ordine del giorno la situazione Jindal e gettare le basi, o ancor meglio, sciogliere il nodo su alcune questioni di fondo, quali la discarica di prossimità e il costo dell’energia elettrica necessaria alla definizione del piano industriale definitivo.

“Tutti argomenti che nella sostanza significano togliere ogni alibi alla Multinazionale Indiana, argomenti che abbiamo portato all’attenzione al Signor Prefetto il giorno 26 e all’Amministrazione Comunale il giorno 3 dicembre. - ha sottolineato David Romagnani (Fiom provinciale) in una nota  - Rammentiamo noi stessi che per un rinvio di un incontro al Mise giudicato altrettanto importante per liberare il territorio da un imprenditore inadempiente, le OOSS e tra queste la Fiom, occuparono simbolicamente ma sostanzialmente, per 15 giorni la sala consiliare del Comune di Piombino”.

“Troviamo inaccettabile ed incomprensibile - ha aggiunto - che lo Stato provveda al pagamento degli ammortizzatori sociali per un importo complessivo di oltre 25 milioni di euro per ogni anno - quelli delle aree Crisi Complessa insistono sulla fiscalità generale -, senza sentire la responsabilità di dover compiere gli atti formali per mettere la parola fine a una sostanziale indeterminatezza di prospettiva. Se mettessimo in fila tutte le risorse ad oggi spese per questi strumenti di sussidio, sussidi necessari, ma anche umilianti per i tanti lavoratori che chiedono solo lavoro, tenendo conto dei soli lavoratori diretti Jsw e Piombino Logistics tra il 2014 e 2023 raggiungeremmo la disarmante cifra di oltre 170 milioni di euro, quasi 90mila euro per ciascuno dei 2000 dipendenti allora occupati, paradossalmente una cifra molto vicina agli incentivi all’esodo pagati ai lavoratori in esubero Taranto. Lavoratori ai quali va tutto il nostro rispetto e solidarietà, ma nei confronti dei quali non ci sentiamo figli di un Dio diverso”.

“Quindi se da un lato lascia sbigottiti l’incapacità del Ministero e del Governo di comprendere che è giunto il momento di togliere ogni alibi all’imprenditore e di chiedere il rispetto del contratto e valorizzare lo sforzo economico pubblico per mantenere in vita una unità siderurgica nazionalmente rilevante, dall’altro deve essere altrettanto chiaro al Governo quanto alle OO.SS. Nazionali, che ogni soluzione al problema di Taranto non può che essere rivolta all’intero settore siderurgico quindi Piombino compresa. - ha concluso - Nelle prossime ore sono certo le Organizzazioni Sindacali unitariamente promoveranno una riflessione su tutta questa vicenda che non potrà che risolversi con la capacità di iniziative e di mobilitazione”.

Nella nota inviata dall'Amministrazione del Comune di Piombino si segnala che a chiedere il rinvio è stata la Regione Toscana.



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Regionali 2020, calabresi alle urne per eleggere presidente e Assemblea legislativa

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