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Lavoro venerdì 16 marzo 2018 ore 10:25

Laminatoi e no altoforno, i punti di Camping Cig

Il coordinamento ha stilato una serie di punti per le sorti dell'acciaieria. Iniziata la due diligence, sei settimane di attesa



PIOMBINO — Il coordinamento Art.1 – Camping Cig ha chiesto vincoli ben precisi in merito all’atteso piano Jindal per il futuro dello stabilimento siderurgico di Piombino.

E’ iniziata la due dilegence, ma il coordinamento si porta avanti scettico sulle sorti di fabbrica e lavoratori.

“Primo punto: esiste la necessità urgente che la fabbrica riprenda la produzione in due fasi: l’immediata ripartenza degli impianti di laminazione e la successiva ripresa della produzione di acciaio. – hanno detto - Questa seconda fase deve avvenire con dei vincoli ben precisi: l’abbandono del ciclo con altoforno, la produzione con forni elettrici a basso tasso di inquinamento, la localizzazione di tutti gli impianti nell’area nord, lontano dalla città. Secondo punto – hanno aggiunto - l’allontanamento di Cevital deve essere totale. Terzo punto: se è vero che nel caso di vendita diretta tra privati i lavoratori e i sindacati non hanno voce in capitolo, è altrettanto vero che invece il Governo ha voce in capitolo e può arrivare ad impedire la vendita”.

Sei le settimane da attendere a partire dal 12 Marzo. Per il Camping Cig è fondamentale tenere sotto controllo tempistiche, ammortizzatori e, ovviamente, il nuovo piano industriale.



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