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Politica sabato 22 settembre 2018 ore 15:40

"L'Amministrazione non ha più consenso popolare"

Non lo manda a dire il consigliere del centrodestra Francesco Ferrari. È battaglia: "Se non vorrà il referendum il sindaco dovrà dimettersi"



PIOMBINO — "La manifestazione non è stata un atto di forza politica; c'erano cittadini di destra, di sinistra, apolitici, cittadini che quattro anni fa votarono l'attuale amministraziine ma che oggi credono che la scelta che quest'ultima sta per fare sia sbagliatissima. C'erano anziani che si preoccupano di come lasceranno la propria terra alle future generazioni, e molti giovani o giovanissimi (persino ragazze o ragazzi che non avranno diritto di voto neppure tra 8 mesi) che hanno sentito grande il bisogno di ribellarsi al progetto nefasto di Rimateria perché ne va del loro futuro". Anche il consigliere di centrodestra Francesco Ferrari ha preso posizione in merito al progetto Rimateria pur rispettando la volontà del Comitato Salute Pubblica per una manifestazione senza bandiere e protagonismi.

"La manifestazione ha rappresentato l'inizio di una battaglia di democrazia, perché riteniamo che per un progetto così importante i cittadini debbano esprimersi. - ha detto - Non basta dire che chi governa ha il potere di fare ciò che vuole per il principio della rappresentanza (lo hanno detto e persino scritto!); esiste anche nello statuto comunale di Piombino l'istituto del referendum consultivo, segno che se i cittadini lo chiedono, hanno il diritto di esprimersi (altrimenti siano più coerenti e cancellino il referendum dallo statuto). È iniziata una battaglia di civiltà - ha aggiunto -vogliamo che Rimateria faccia ciò per cui è nata: cioè ricevere e trattare i rifiuti che Jindal dovesse mai produrre (e ce lo auguriamo!) e soprattutto farsi carico di quei rifiuti presenti nel Sin, diventando così lo strumento indispensabile per dare avvio alle bonifiche; perché una società è civile se si preoccupa dei danni ambientali e li elimina. È iniziata una battaglia di lungimiranza: è nata finalmente la consapevolezza che Piombino possa e debba essere più della città dei fumi, dello spolverino e dell'acciaio. Ma che anzi accanto ad un'industria, a cui dovranno essere ridotti gli spazi e preteso finalmente il rispetto dell'ambiente, c'è un territorio da valorizzare ed una comunità a cui ridare una speranza. Una speranza che morirebbe con l'ampliamento della discarica e la privatizzazione".

"Perché ampliamento e privatizzazione sono le due facce di una stessa medaglia. - ha aggiunto - Il giorno in cui i privati dovessero detenere più del 50 per cento delle azioni di Rimateria, penseranno al profitto ed accoglieranno rifiuti da ogni dove, ed avranno a disposizione spazi enormi per farlo. Ed allora l'interesse pubblico lascerà il passo al business di un privato; ecco perché abbiamo il diritto (ed il dovere) di opporci".


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