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Elezioni 2020 venerdì 18 settembre 2020 ore 07:00

"Il Piano Jsw è una presa in giro"

Giulia Pacciardi e Roberto Biasci

I candidati consiglieri Biasci e Pacciardi (Lega): “Non ci sono né soldi né progettualità per il rilancio dell'acciaieria di Piombino”



PIOMBINO — “Il piano di rilancio per l’acciaieria di Piombino è una presa in giro per chi conosce l’indotto industriale della città e per chi abbia un minimo di buonsenso. Chi plaude questa scatola vuota o è incompetente o è ancor peggio in malafede. Sul piatto l’azienda non ha messo praticamente nulla”. Parole di Roberto Biasci, consigliere regionale uscente, e Giulia Pacciardi, consigliera comunale a Livorno, entrambi candidati al Consiglio regionale per la Lega.

“Trenta milioni vengono dallo Stato tramite Invitalia, altri 52 dovrebbero arrivare da fondi europei e fumose collaborazioni con imprenditori. Chiunque abiti a Piombino sa bene che con quella cifra si sistema un po’ il laminatoio, si mettono in sicurezza due o tre piazzali ma niente di più. Per far ripartire minimamente la siderurgia servono almeno 150 milioni di investimenti: l’intera struttura è fatiscente e l’altoforno è spento, per non parlare delle bonifiche da fare. - hanno proseguito i due candidati - A fronte di un supporto statale che mette ammortizzatori sociali fino al 2025 e commesse per le traversine ferroviarie garantite, l’unica cosa concreta che mette l’azienda e il suo garante renziano Marco Carrai, saranno sì e no una decina di milioni in cinque anni. Il forno elettrico e l’occupazione sono una bella scusa per ottenere una ingiustificata proroga dell’accordo di programma già scaduto e sostanzialmente inattuato; un accordo che blocca pure lo sviluppo di mezzo porto”.

"Ci rendiamo conto che per fare un rigassificatore ci vogliono almeno 10 anni tra permessi e procedure? Ci rendiamo conto che i traghetti sono navi e non si possono fare in un piazzale? Tolte le solite promesse fumose, – hanno concluso gli esponenti leghisti – quel che rimane del piano industriale di Jindal sono solo due certezze: 1000 esuberi condannati al limbo della disoccupazione e 5 anni di attesa per poi sentirsi dire che il forno elettrico e la fusione dell’acciaio non si potrà fare. I piombinesi non sono stupidi. Sanno che è stata l’ennesima passerella elettorale fatta sulla loro pelle. Il nodo della siderurgia è sicuramente complesso da risolvere, ma tra la complessità e la presa in giro c’è una bella differenza”. 

A proposito di lavoro e occupazione, i due consiglieri hanno incontrato l'azienda Tecnomeccanica per conoscere lo stato di avanzamento del suo progetto di installazione di un polo di riparazioni navali proprio a Piombino che faccia lavorare le aziende del territorio ed assorba parte deidipendenti della acciaieria.



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