Attualità Domenica 26 Aprile 2026 ore 07:20
Luca Granucci, cuore nerazzurro che batte a Roma

Su #tuttoPIOMBINO ripercorriamo una pagina nerazzurra con Gordiano Lupi
PIOMBINO — Luca Granucci, nato a Piombino il 19 luglio del 1962, è un calciatore che ha Piombino nel cuore, ovunque il destino lo porti a vivere, la maglia nerazzurra pare cucita indelebile sulla sua pelle, al punto che spesso lo vediamo allo stadio per seguire le sorti della squadra, quando si trova a passare da queste parti. Attaccante rapido, abile nel colpo di testa, bravissimo nel saltare l’avversario e implacabile goleador, di solito in campo con il nove sulla maglia, ma anche con il sette o il più tattico dieci. Muove i primi passi al Vallone e gioca nel Salivoli, dove lo scopre Giuliano Cioni, che in seguito lo allenerà nel Piombino e nella Campese.

La sua storia calcistica comincia alla grande, è la stagione 1979/80, non ha ancora compiuto 18 anni e arriva il debutto in serie D, con 11 presenze, purtroppo senza reti in carniere. La sua stagione di esordio è sfortunata per i colori nerazzurri che retrocedono in Promozione al terzultimo posto, ma è un anno importante anche per i debutti dei giovani Marsili e Tognarini. Luca Granucci prende il posto di Flavio Bernardis - attaccante esperto che gioca solo 8 gare facendo 5 gol - quando il centravanti subisce un grave infortunio. Prima Magherini, poi Greco non riescono a risollevare una squadra che fuori casa perde quasi sempre e che tra le mura amiche pareggia troppo spesso, inoltre segna pochi gol, soltanto 22 in tutto il campionato.
Luca Granucci debutta in nerazzurro proprio al Magona, entrando al 46’ di Piombino - Velletri, terminata 0-1, il 14 ottobre del 1979, per sostituire l’esperto Pellegrino. La settimana prima aveva volato in Sardegna per sedere in panchina nella partita pareggiata contro il Carbonia. Luca resta nel suo Piombino per altre quattro stagioni importanti, tre di Promozione e una di Interregionale (il nuovo nome della serie D), dal 1980/81 al 1983/84. Nel 1980/81 il Piombino è in Promozione, Granucci gioca 24 partite e segna 4 gol. La sua prima rete nel Piombino porta la data del 14 settembre 1980, siamo al Magona e si gioca Piombino - Lampo, risultato finale 1-1, quindi gol decisivo. Piazzamento finale a metà classifica per le ambizioni ridimensionate da parte di una società in crisi che deve fare di necessità virtù e attingere dal vivaio. Luciano Bianchi è la guida in campo dei molti giovani insieme ai veterani Raimondo Medda e Claudio Pallini, con il grintoso Giuliano Cioni in panchina, che i suoi ragazzi li conosce molto bene. Tra i giocatori di quel Piombino ricordiamo: Da Mommio, Leoni, Rocchiccioli, Nudi, Ettori, Marsili, Panicucci e Tognarini.

Nel 1981/82 - campionato di Promozione - registriamo per Granucci 22 presenze e 4 reti, ma è la solita stagione anonima con un Piombino di media classifica che si piazza settimo. La novità sta nel cambio di presidente da Irio Camarri a Lelio Billeri, coadiuvato da Aulo Giuliani (anima del Semaforo Rosso e del Piombino) che resta volutamente in ombra. Preambolo alla stagione 1982/83 con Lamberto Pazzi alla guida dei nerazzurri che vincono un grande campionato - staccando di 4 lunghezze il Tuttocalzatura di Castelfranco di Sotto - e tornano in serie D. Granucci mette in carniere 31 presenze con 7 reti ed è sempre tra i migliori in campo, schierato con la maglia numero sette da seconda punta, accanto al maremmano Acquaroli. Non mi dilungo in particolari perché sono campionati che ho raccontato in precedenti articoli.

Piombino di nuovo in serie D nel campionato 1983/84 - anche se il nome è Interregionale - ma il sogno della rinascita dura poco perché è subito retrocessione al terzultimo posto. Lamberto Pazzi cede la guida a Rolando Coscetti (ex nerazzurro) ma la classifica corta lascia l’amaro in bocca, perché la quartultima è a 27 punti, contro i 25 dei nerazzurri, mentre la settima ne ha soltanto 30. Sarebbe bastata una vittoria in più per salvare baracca e burattini. Il boccone è ancora più amaro se pensiamo che da quella infausta stagione il Piombino in serie D non ha più fatto ritorno. Luca Granucci gioca solo 19 partite e segna 4 reti. Anno maledetto, un brutto infortunio lascia a riposo l’attaccante per sei mesi, così come altri giocatori si fermano per incidenti di gioco, tra questi l’atteso (e importante) Roberto Balestrelli. Luca fa un incidente con la vespa durante l’estate, si frattura la clavicola e deve operarsi, quando rientra in squadra (a Novembre), nel corso della partita in casa contro l’Entella (6 Novembre 1983 - 8a di campionato, vinta 2 a 1) se la frattura di nuovo e deve restare al palo fino a Gennaio.

A questo punto la sua carriera spicca il volo, grazie a Lido Vieri che lo vuole a Castellammare nella sua Juve Stabia, insieme al roccioso terzino Alessandro Tognarini. Tre stagioni importanti, la prima 1984/85 con la vittoria del campionato Interregionale (34 partite e 5 reti), la seconda (1985/86) e la terza (1986/87) in C2, segnando 7 gol in due anni con 63 presenze globali.

Un’esperienza che termina, il bravo attaccante non dà seguito alla possibilità di far carriera nei professionisti, cosa che sarebbe stata possibile, perché ha soltanto 25 anni. Purtroppo scaduto il contratto con la Juve Stabia, salta un trasferimento alla Carrarese in C2, per esonero improvviso del mister, così Luca preferisce tornare a casa per giocare all’Isola d’Elba, chiamato dal suo primo allenatore, quel Giuliano Cioni che l’aveva scoperto. A Novembre è ancora fermo, per questo Granucci riparte da un campionato di Prima Categoria (1987/88) nei ranghi di un’ambiziosa Campese (19 presenze, 1 gol). Inevitabile il ritorno in nerazzurro, perché il richiamo del Magona si fa intenso, nella stagione 1988/89 passa al Piombino e lo guida a suon di gol (7 in 28 gare) a vincere il campionato di Prima Categoria e a tornare in Promozione. Stagione stupenda, con Franco Luzzetti segretario ed Enzo Madau direttore sportivo, allenatore l’esperto Franco Tanfani, in campo gente come Giancarlo Favarin e Sandro Marsili (gioca libero) ma anche molti giovani (Parrini, Fossi, Balestracci, Cioni, Bonistalli…) e il valido Tognarini. Attacco stratosferico: Chetoni (7), Granucci (13), Giannoni (7): ventisette gol in tre! In ogni caso la lotta per vincere il campionato è molto dura perché il Tuttocuoio di Ponte a Egola e il Rosignano si piazzano seconde a pari merito, a sole due lunghezze di distanza. Luca Granucci resta nel suo Piombino per altre tre stagioni di Promozione. Nel 1989/90 segna 3 reti in 28 partite e la squadra si piazza decima, funestata da infortuni, ma trova un grande attaccante come Claudio Del Becaro (10 gol in 24 gare).

La stagione 1990/91 vede il ritorno in panchina di Emilio Reami, le cose vanno meglio anche perché arrivano giocatori di talento come Guazzini, Paci, Venè, Navarro, Agroppi, Bonaiuto, Castorani. Luciano Bianchi rileva Reami nella seconda parte del campionato, ma - nonostante cinque vittorie consecutive nel finale di stagione - è solo sesto posto e il campionato lo vince il Venturina. Luca Granucci (gioca quasi sempre con la maglia numero dieci) segna 10 reti in 24 partite; Del Becaro idem in 27; Venè 2 in 14 gare. La Stagione 1991/92 è ancora più importante e ricca di soddisfazioni, perché vede il Piombino arrivare secondo e passare in Eccellenza. Allenatore Luciano Bianchi, segretario Franco Luzzetti, arrivano Grillotti e Perini ad affiancare Granucci per comporre un tridente fortissimo. Luca segna 4 gol in 23 gare e gioca ancora con la maglia numero dieci; Grillotti fa 13 centri e Perini 10. Granucci ha trent’anni e decide di non seguire il Piombino in Eccellenza, nella stagione successiva (1992/93) lo troviamo in Prima Categoria, in prestito al Rio Marina, agli ordini di mister Ilario Citi, dove gioca 26 partite e segna 6 gol. Sfiora il passaggio in Promozione perdendo lo spareggio, ma il campionato lo vince nel 1993/94, sempre con mister Citi, ma al Collevicarello, ancora Prima Categoria, 23 partite e 11 gol.

“Il mio quarto campionato vinto”, ricorda l’attaccante. Tornare a Piombino resta il suo sogno, che si realizza nella stagione 1994/95 (a trentatre anni), campionato di Eccellenza, ma gioca solo sette gare e segna due reti. Non è una stagione esaltante, il Piombino - di nuovo affidato a Franco Tanfani - arriva terzultimo e retrocede, sia per carenza di gol, sia per le troppe sconfitte di misura. Antonio Baldoni prova a salvare la squadra ma non ci riesce.
Luca Granucci è ancora in forza al Piombino nella stagione 1995/96, campionato di Promozione, gioca alla grande 23 partite e segna ben 9 reti (tra i suoi massimi stagionali, nonostante l’età non più verde), il Piombino arriva terzo ma non basta per risalire. Allenatore ancora Antonio Baldoni, presidente Fregosi, tra i giocatori più importanti ci sono Chiarentini (10) e Peselli (12) che completano il tridente d’attacco con Granucci (31 gol in tre). In quella squadra gioca anche il talentuoso Corradino Ottanelli che ricordiamo con affetto. Nel 1996/97 il Piombino fa ancora molto bene, ma si piazza solo quarto in Promozione e non basta per passare di categoria in un campionato vinto dal Grosseto (dopo lo spareggio contro Alabastri Volterra). Riccardo Fulceri è il nuovo presidente, mister Vanio Gori ed Enzo Madau direttore sportivo. Manuel Madau è il giocatore più rappresentativo - 24 gare e 14 reti - ma Luca Granucci lo affianca in attacco e segna 10 gol in soli 19 incontri (una media ottima). Nella stagione successiva (1997/98) Luca Granucci viene tesserato dal Venturina di Piero Giannoni che gioca nel Campionato Nazionale Dilettanti, il nuovo nome della Serie D, ma disputa poche gare (soltanto 6) e non segna reti, a 36 anni compiuti non riesce a sopportare i sacrifici che comporta giocare in un campionato così importante. Per questo motivo a novembre chiede di tornare a Piombino per cercare di salvare la squadra della sua città che sta retrocedendo e viene accontentato. I nerazzurri sono in Promozione, Luca gioca 14 partite e segna una rete. Piombino in tono dimesso, non c’è più Enzo Madau direttore sportivo, allenatore Paolo Vivoli, poi sostituito da Mauro Serena quando la situazione diventa critica e si rischia la retrocessione. Salvezza raggiunta per un punto, dopo una vittoria magica a Rosia per 3 a 4, gol su rigore di Venditto a tre minuti dalla fine. In questa stagione Luca Granucci segna il suo ultimo gol con la maglia numero nove del Piombino, il 21 dicembre 1997, al Magona contro il Cenaia (2-2), tra l’altro è il gol decisivo che frutta il pareggio, siamo al 31’ del secondo tempo. La carriera calcistica di Luca termina - dopo un anno di inattività - con la maglia del Riotorto, in Prima Categoria, stagione 1999/2000, dove gioca soltanto sei gare e segna un gol. L’attaccante ha 38 anni, si allena poco perché vive a Roma e gioca solo le partite in casa, purtroppo un nuovo infortunio, dopo sei partite, lo convince ad appendere le scarpette al chiodo. In totale le presenze di Luca Granucci nel Piombino sono state 277 (13 stagioni) con ben 65 reti segnate. L’ex attaccante vive e lavora a Roma dal 1998. Nella capitale ha iniziato la carriera da allenatore delle giovanili nel 2010, otto anni di scuola calcio nei Vigili Urbani di Roma, mentre nel 2018 ha allenato i giovanissimi del Time Sport Garbatella. Granucci dal 2019 è in forza all’Ostiense, dove ha allenato le squadre Allievi e Juniores. In questa stagione è ancora tesserato a Ostia dove sta guidando gli Juniores regionali.
Abbiamo raggiunto Luca telefonicamente per avere una sua dichiarazione sugli anni vissuti nel calcio da protagonista: “Nella stagione 1979/80 fui convocato per la prima volta in prima squadra nella trasferta a Carbonia. Mi ricordo che presi per la prima volta in vita mia l’aereo, non giocai nemmeno un minuto, ma fu un’esperienza bellissima. Avevo 17 anni e credo che la domenica dopo ci fu l’esordio davanti al pubblico di Piombino che riempiva sempre il Magona (contro il Velletri, nda). Nella stagione successiva la società decise di partecipare al campionato di Promozione contando solo sui giovani calciatori piombinesi allenati da Giuliano Cioni. Nel 1982, invece, fu una grande annata perché vincemmo il campionato di Promozione, come allenatore ricordo il grande Lamberto Pazzi. Ma la gioia più bella a livello professionale fu la vittoria del campionato 1984/85 di serie D con la Juve Stabia, dove io e Alessandro Tognarini eravamo due sconosciuti, ma piano piano, partita dopo partita ci siamo fatti amare dal popolo stabiese, dove abbiamo continuato a giocare negli anni a seguire in un campionato professionistico importante come la C2. Esperienza che porterò sempre nel mio cuore. Comunque, anche se sono 28 anni che abito a Roma, ho il cuore nerazzurro e la domenica sera la prima cosa che faccio mi informo sul risultato del Piombino. D’altra parte ho fatto tutta la trafila delle giovanili e ho giocato ben 13 stagioni in prima squadra. Per un piombinese come me vestire quei colori è stato un orgoglio che non ha eguali”.
Bravo Luca, bandiera del Piombino!
Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











