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Attualità giovedì 02 febbraio 2017 ore 12:10

La piazza dei lavoratori e questo è solo l'inizio

Un migliaio di persone allo sciopero organizzato dai sindacati Aferpi e Piombino Logistics. Lo hanno detto: questo è solo il primo atto



PIOMBINO — Dal cavalcavia di largo caduti sul lavoro è partito il corteo per la mobilitazione Aferpi e Piombino Logistics. Le bandiere delle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Ugl hanno sventolato dall'inizio alla fine dietro ai rappresentati delle Rsu. Anche questa volta le istituzioni hanno dato segno della loro presenza, al fianco del sindaco di Piombino Massimo Giuliani hanno presenziato rappresentanti istituzionali di tutta la Val di Cornia, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto; con la fascia tricolore anche altri sindaci del comprensorio, Monterotondo Marittimo compreso. A chiudere il serpentone il Coordinamento Art. 1 - Camping Cig e le Rsu Fim-Fiom-Uilm Fabio Perini di Lucca a dare sostengo ai lavoratoratori piombinesi. Le forze politiche erano tutte rappresentante: Pd, M5s, centrodestra, Riforndazione Comunista e liste civiche. Significativa, infine, la presenza di molti studenti che hanno che hanno rivendicato l'importanza di un piano che possa garantire un vero futuro alla città. 

Ad accogliere il corteo dei manifestanti un corso Italia a lutto, con negozi a luci spente e saracinesche abbassate a metà, a simboleggiare che senza lavoro, l'indotto e tutta la città si spegnerà lentamente.

La manifestazione del 2 febbraio è stata annunciata come solo l'inizio di quello che sarà la mobilitazione dei lavoratori in assenza di novità concrete relative all'accordo di programma firmato nel 2014. Lo sciopero di 24 ore di oggi, come hanno più volte rivendicato i sindacati, è servito a ribadire la difesa del Progetto Piombino a prescindere. Purtroppo oggi nonostante i vari pronunciati da parte del ministro Carlo Calenda e il presidente della Regione Enrico Rossi (leggi gli articoli consigliati), ci si trova di fronte a una situazione di estrema incertezza. 

"Ci avevano detto che era un progetto serio e sostenibile, tutti ci abbiamo creduto. Abbiamo raggiunto l'accordo per evitare esuberi e licenziamenti. Solo noi, però, abbiamo fatto la nostra parte, ma lo stabilimento è fermo", così hanno esordito sul palco del comizio le Rsu. 

"Ha fatto bene Calenda a formalizzare una richiesta ultimativa a Rebrab, ma noi non abbiamo ancora una data certa su questo incontro. Se il ministro non convoca Rebrab e sindacato allora saremo noi ad andare a Roma per chiedere spiegazioni. - hanno aggiunto - Oggi tocca all'imprenditore, ma anche il Governo è garante dell'accordo, spetta alle istituzioni decidere se andare avanti oppure no. Qui ognuno ha la propria responsabilità".

L'intervento del sindaco di Piombino Massimo Giuliani è stato da subito contestato, ma con forza ha proseguito ribadendo che si andrà avanti fino a quando in questa città "non si ricominci a fare quello che sappiamo fare". "Rivendichiamo il ruolo di guida. - ha aggiunto Giuliani - Sia chiaro a tutti che noi non saremo dalla parte di chi vuole giocare con la nostra storia e il nostro futuro".

Sul palco si sono succeduti i rappresentanti nazionali dei sindacati Raffaele Apetino (Fim), Guglielmo Gamardella (Uilm) e Rosario Rappa (Fiom). 

Una manifestazione che complessivamente ha comunque lasciato l'amaro in bocca a molte persone, soprattutto al Coordinamento Art.1 - Camping Cig che, dopo aver contestato l'intervento del sindaco, hanno dovuto fare i conti con la realtà: a diciannove mesi dalla firma dell'accordo di programma "siamo ancora qui ad aspettare e a luglio scade ogni vincolo per Rebrab". E la questione rimane aperta: "Come facciamo ancora a crederci?". 

Dina Maria Laurenzi
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