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Attualità venerdì 19 marzo 2021 ore 09:26

"Mettere realmente in sicurezza la Geodetica"

Via della Base Geodetica (Foto di archivio)

Pubblichiamo la lettera appello della famiglia Castelli che nel giugno 2017 ha perso la figlia Ilaria investita proprio su quella strada



PIOMBINO — Erano i primi giorni di Giugno 2017 quando una giovane di Poggibonsi, Ilaria Castelli, in vacanza in una struttura della Costa Est a Piombino ha perso la vita dopo essere stata investita da un'auto che procedeva lungo la strada Geodetica in zona Carlappiano. Oggi la famiglia Castelli ha deciso di scrivere a Comune, Consiglio comunale, Questura di Livorno, Provincia, Polizia Stradale, Carabinieri, giornali locali e strutture ricettive della Costa Est per segnalare lo stato della strada Geodetica e la necessità di proseguire con opere o interventi per limitare la velocità.

Riportiamo integralmente la lettera: 

"Siamo rispettivamente padre, madre e parenti stretti di Ilaria Castelli, deceduta a soli 34 anni nel giugno 2017 mentre tranquillamente passeggiava sulla striscia di percorrenza pedonale che costeggia la SP 40 via della Base Geodetica Piombino/Riotorto a fianco del Villaggio Turistico Mare Verde, per causa di una vettura che ebbe a sbandare a causa dell'elevata velocità tenuta andando ad investire nostra figlia e congiunta.

Ilaria è morta sul colpo senza neppure aver il tempo di capire cosa stesse accadendo.

In quel momento, sulla strada in questione, i rilevatori della velocità, pur installati, non erano stati attivati.

Al di là della ovvia responsabilità per l'accaduto della conducente della vettura che con il suo comportamento ha ucciso Ilaria, abbiamo ritenuto nostro dovere morale portare all'attenzione della Procura di Livorno la circostanza , che sulla strada in questione, oggetto di tanti incidenti con eventi mortali o comunque con gravi conseguenze, non fossero presenti sistemi di controllo della velocità e/o sistemi di rallentamento come rotonde, limitatori di velocità o altro.

L’esposto ha originato un p.p. contro ignoti che ha avuto come epilogo una richiesta di archiviazione da parte della Procura, ma ha permesso però il merito di renderci noti gli atti relativi all’ intero iter burocratico/amministrativo iniziato nel 2012 e terminato ad ottobre 2020 con un niente di fatto!

Riassumendo in breve il contenuto degli stessi, emerge che i soggetti principali coinvolti, Comune di Piombino e Provincia di Livorno, hanno optato fin da subito nonostante le tante soluzioni idonee alla messa in sicurezza del tratto di strada, di procedere esclusivamente con l'installazione di un tutor al fine di contenere la velocità. Il tratto di strada è un rettilineo costellato da incroci a raso pericolosi e numerose strutture ricettive, particolarmente frequentate durante il periodo estivo.

Una decisione che ha tenuto conto principalmente di un possibile ritorno economico in favore degli enti, grazie agli introiti derivanti dalle infrazioni al limite di velocità, circostanza questa che si evince leggendo attentamente gli atti.

I tutor, per la cui installazione la procedura ebbe inizio molti anni addietro, sono stati attivati, dopo un lungo iter di prove e verifiche, solo a luglio del l 2017 subito dopo l'ennesimo incidente mortale che ha purtroppo visto perire Ilaria; nel corso di questi ultimi tre anni sono stati eseguiti ulteriori test e controlli del Tutor Celeritas e della sua gestione con ripetute mutazioni dei limiti di velocità del tratto stradale in questione da 70 km /H a 50 km/h e viceversa, senza un apparente filo logico.

Epilogo finale e paradossale: lo spegnimento definitivo del sistema di rilevazione ad ottobre 2020 perché definito troppo oneroso per gli enti coinvolti quindi in sostanza non redditizio!!!!

Agghiacciante è associare il valore della sicurezza e della vita delle persone ad introiti economici. Fare cassa o mettere realmente in sicurezza il tratto stradale?

Quello che a noi familiari, in veste di comuni cittadini, salta agli occhi e fa ancora più dispiacere è pensare che ci debbano essere ancora persone messe in pericolo su quella strada a causa di mancate prese di posizione forti da parte degli organi preposti alla reale e fattiva messa in sicurezza del tratto stradale.

Non è bastato, come ultimo, il sacrificio di Ilaria per 'imparare la lezione' e riflettere che forse su quella strada dovrebbero essere installati dei dossi rallentatori, eseguite delle rotatorie ed anche dei marciapiedi protetti dalla carreggiata.

Ci domandiamo come e perché le numerose strutture turistiche con uscita di pedoni e veicoli direttamente sulla strada, senza protezione alcuna, non si siano battute attivamente nei confronti degli enti affinché si trovasse una soluzione. E se invece l’avessero fatto perché il risultato ad oggi è zero?

Epilogo: le vetture continueranno a sfrecciare ad alta velocità, quasi fossero su un’autostrada, con centinaia di persone che percorrono in bicicletta o a piedi la strada con conseguenti rischi enormi e continui.
Nessuno potrà lenire il nostro dolore, ma sarebbe ancora più triste che quanto accaduto ad Ilaria e ad altri prima e dopo di lei non servisse almeno a far assumere coscienza che quella strada necessita, ora, e non tra un tempo imprecisato, di opere in grado di limitare al massimo il rischio per la salute di chi vi transita, abbandonando prospettive puramente e solamente economiche.

Che il dolore irreversibile che ha colpito la nostra famiglia a causa della morte della nostra amatissima Ilaria possa valere ad aprire le coscienze e fattivamente ad agire concretamente alla definitiva messa in sicurezza della strada".

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