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Politica Venerdì 30 Gennaio 2026 ore 13:25

"No a privatizzazione della costa di Torre Mozza"

Sinistra Italiana Piombino AVS chiede che la nuova spiaggia rifatta con soldi pubblici resti pubblica, libera e accessibile a tutti



PIOMBINO — Sinistra Italiana Piombino - AVS ha chiesto chiarimenti sul futuro del tratto di spiaggia nell'area di costa di Torre Mozza. 

"A breve infatti inizieranno i lavori di ripascimento che porterà alla creazione di una nuova spiaggia, oggi inesistente, definita dall’Amministrazione comunale come una spiaggia gioiello. - hanno spiegato - È bene chiarirlo subito: questa spiaggia verrà realizzata interamente con fondi pubblici, pari a 5 milioni di euro, stanziati dalla Regione Toscana a seguito dei danni del maltempo dell’Ottobre 2018. Un intervento pagato da tutti, che dovrebbe avere un solo obiettivo: restituire costa e sicurezza alla collettività".

"Come Sinistra Italiana Piombino - AVS siamo favorevoli al ripascimento, ma a condizione che la spiaggia rifatta con soldi pubblici resti pubblica, libera e accessibile a tutti. - hanno evidenziato - Purtroppo, però, l’Amministrazione comunale di Piombino pare voler andare in direzione opposta. È stato infatti pubblicato un bando per assegnare in concessione la futura spiaggia, suddividendo i 240 metri di fronte mare in tre lotti da 80 metri ciascuno, destinati alla realizzazione di tre nuovi stabilimenti balneari privati. Poiché apprendiamo che l’apertura delle buste è stata rinviata a data da destinarsi, chiediamo formalmente al Comune di fermarsi e ripensare questa scelta, per motivi politici, ambientali e di equità sociale".

In particolare, si tratta di una spiaggia che oggi non esiste e che verrà creata ex novo grazie a finanziamenti pubblici regionali: privatizzarla significherebbe sottrarre un bene comune alla cittadinanza. Inoltre alle spalle del tratto di costa interessato esiste già una struttura privata all’interno di una pineta privata, che offre servizi di lettini, ombrelloni, bar e ristorante: un’ulteriore concessione aggraverebbe uno squilibrio già evidente.
Fatto ancora più grave è la messa a gara di una spiaggia in questo momento inesistente, che rende incerta la valutazione delle offerte e favorisce di fatto chi già opera nell’area, visto che non può essere espressa la superficie dell’area in concessione. Appare come un’anomalia anche consentire, potenzialmente, la vittoria dello stesso soggetto per tutti e tre i lotti: essendo bandi con i medesimi criteri di valutazione, se uno vince il primo, li vincerà tutti, aprendo la strada a una concentrazione delle concessioni, in contrasto con i principi di concorrenza e pluralismo. E con questi criteri il favorito non può che essere chi ha già delle postazioni in loco.
Ribadiamo la nostra posizione: le spiagge sono un bene comune, devono restare liberamente accessibili e le risorse pubbliche non possono essere usate per creare nuove rendite private.


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