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giovedì 18 luglio 2019

Lavoro giovedì 06 aprile 2017 ore 14:42

Chiesto a gran voce cambio di passo per Aferpi

Per le Rsu il tempo degli annunci è finito e se il 19 aprile non ci sarà nulla di concreto chiedono di prendere atto dell'inadempienza dell'algerino



PIOMBINO — Andrà avanti a oltranza il presidio delle Rsu Aferpi nella sala consiliare del Comune di Piombino. Dopo una mattinata di organizzazione e primi contatti telefonici con il governo (leggi gli articoli consigliati), i sindacati hanno prodotto un documento all'interno del quale hanno indicato le loro preoccupazioni e i loro punti fermi in attesa del nuovo incontro fissato al Ministero dello Sviluppo economico. 

A seguito del confronto telefonico con la viceministro Teresa Bellanova è stato confermato il rinvio dell'incontro al Mise, con la conferma dell'incontro per il 19 aprile alle ore 13.

"Abbiamo già comunicato alle autorità competenti la presenza dei lavoratori a Roma nelle giornate del 19 e del 20 aprile, rispettivamente sotto al Ministero dello Sviluppo economico e se necessario sotto la presidenza del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi", si legge in una nota firmata dalle Rsu Aferpi-Piombino logistica Fim, Fiom, Uilm e Uglm.

Nella conversazione avvenuta con la viceministra è stata ribadita "tutta la profonda delusione e il disagio seguito all'ennesimo rinvio". Tra gli aspetti affrontati: la garanzia della continuità produttiva dello stabilimento, gli investimenti, le concessioni demaniali, gli ammortizzatori sociali, ma soprattutto il rinnovo della legge Marzano.

Inoltre, nelle prossime ore, i sindacati formalizzeranno una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio, al ministro Carlo Calenda e per conoscenza sarà inviata anche all'azienda. In questo documento sarà chiaramente detto che il tempo degli annunci è finito e che per il prossimo incontro è preteso un cronoprogramma certo con tutti gli investimenti indicati e i relativi finanziamenti. 

"Se queste condizioni non dovessero verificarsi - hanno concluso i sindacati - il Governo prenda atto dell'inadempienza dell'imprenditore e trovi ogni altra possibile soluzione alternativa, con soggetti che garantiscano come obiettivo primario la produzione di acciaio, la diversificazione economica con la garanzia della piena occupazione sia per i lavoratori diretti che per l'indotto".



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