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Politica giovedì 28 luglio 2022 ore 08:00

“Il Pd non può rincorrere i comitati”

La sede del Pd a Piombino

Dopo il Pd Riotorto, anche il Cotone contesta la linea del segretario dell’Unione comunale contro il rigassificatore. Baldassarri non ci sta



PIOMBINO — “Il Pd non può rincorrere i comitati cittadini contro tutto”. Arriva anche dal circolo Pd Cotone Campagna il monito al segretario dell’Unione comunale Pd in merito alla linea seguita contro il rigassificatore nel porto di Piombino.

“In questa situazione e dopo una discussione interna al partito, abbiamo approvato nella Direzione dell’Unione Comunale un documento con la cui linea politica si affermava la contrarietà del Pd alla gestione da parte del governo dell’iter e dell’imposizione del progetto, priva di preventivi confronti con le istituzioni locali e con i cittadini che alimentavano così le legittime preoccupazioni e la disinformazione, lasciando ampio spazio alle fake news e all’inquinamento di un legittimo e serio dibattito costruttivo, senza accompagnare la discussione ad un disegno territoriale e nazionale nel quale inserire la proposta. Il nostro non è un no a prescindere, ma un giudizio finale al metodo che doveva essere determinato da studi ambientali e logistici portuali, con lo scopo di garantire la sicurezza senza se e senza ma, e la possibilità di sviluppo e di continuità delle attività imprenditoriali sul porto. Tutto questo in una cornice su Piombino che contenesse le possibili soluzioni e le risorse per attuare tutte quelle vertenze ancora incompiute, bonifiche del Sin, progressiva diminuzione demografica causata dall’assenza di lavoro e conseguentemente dei servizi che da anni attendono soluzione. Un Decreto per Piombino, che garantito ed annullato qualunque rischio ambientale, desse concretezza, risorse e tempi certi ad un nuovo sviluppo socio economico della città. Questa linea prevedeva certamente un confronto con i cittadini, con tutti, compresi i comitati, ma non l’adesione a manifestazioni dove sistematicamente e immotivatamente ci vediamo insultati e dove il presidente della Regione, nostra espressione, al netto delle civiche contestazioni politiche, viene pesantemente insultato ed offeso, ma soprattutto dove prevalgono no ideologici e logiche antiscientifiche e allarmistiche a livelli catastrofici. La posizione del segretario comunale di Piombino e di alcuni membri della sua segreteria con alcuni iscritti, partecipando alla manifestazione di sabato 16 Luglio con le bandiere del Pd, nonostante il parere contrario a maggioranza della stessa segreteria, disattende la linea decisa dagli organismi”. 

Insomma, condivisibili le dichiarazioni del Circolo Riotorto e opportuno riunire la direzione dell’Unione comunale, discutere e decidere su quanto è avvenuto e prendere una chiara posizione politica. 

Non è tardata la risposta del segretario dell’Unione comunale Pd Andrea Baldassarri nella quale ribadisce la contrarietà al rigassificatore non sotto il piano ideologico ma a partire dal metodo.

“Si impone a Piombino una nave rigassificatrice in un porto, che è una soluzione quasi inedita e sperimentale, e lo si fa con un procedimento semplificato, dal quale si esclude la procedura di Via; si ignora che a pochi chilometri da noi esiste un rigassificatore galleggiante già installato, che rappresenta, invece, una buona pratica in questo settore, che avrebbe potuto essere replicato in qualsiasi punto della costa italiana, tranne qui da noi, dove, santo dio, c’è un arcipelago (basta guardare un atlante); si impone una sostanziale limitazione per tre anni della funzionalità del porto, cioè dell’unica infrastruttura significativa sulla quale siamo riusciti ad ottenere finanziamenti e risultati importanti e su cui puntiamo come motore del futuro sviluppo; resta ancora tutto da dimostrare che l’inquinamento delle acque, in una zona chiusa come una darsena, non abbia effetti negativi sui vicini allevamenti di pesce e sull’ecosistema in generale; nonostante tutti questi problemi il governo non ha mai voluto neanche provare a trovare una soluzione alternativa. - ha spiegato - Sono contrario, poi, per il metodo seguito, e lo sono in modo radicale, per i seguenti motivi: la scelta è stata calata dall’alto, senza alcuna preventiva discussione con i cittadini; nessun esponente del governo ha mai avuto il coraggio di mostrarsi a Piombino per assumersi la responsabilità politica di questa scelta; questa imposizione viene dopo una serie di promesse non mantenute, di impegni divenuti carta straccia, di totale disinteresse, da parte dei ministri dell’ultimo governo, per la crisi della nostra siderurgia e per il nostro Sin; questa imposizione colpisce una città impoverita, umiliata, ridotta a luogo di pensionati, cassaintegrati e sottoccupati che avrebbe meritato più comprensione e attenzione”.

“Di fronte a questo la lotta contro il rigassificatore è diventata quella di una comunità per la propria dignità, per far capire al mondo che anche noi contiamo qualcosa, che anche noi abbiamo dei diritti, oltre che dei doveri. - e ha proseguito - Quanto alla manifestazione organizzata dai comitati, ad essa hanno aderito, oltre che tutte le forze politiche di Piombino, i nostri sindaci e, soprattutto, un migliaio di piombinesi, tra i quali non pochi nostri elettori e sostenitori. Quale doveva essere il nostro atteggiamento? Isolarci dalla città? Lasciare quel corteo a Fratelli d’Italia? Si dice che questa gente ci insulta. Io sono stato a parlare con loro e non sono stato insultato. Gli autorevoli dirigenti che criticano le mie scelte sono, invece, gli stessi che, mettendosi contro la piazza e rifiutando qualsiasi confronto, hanno guidato il partito alla clamorosa sconfitta del 2019”.

“I comitati sono un fenomeno sempre più diffuso, in una società complessa, in cui non tutti i bisogni sono tempestivamente intercettati dalla politica. Non sempre gli si deve dare ragione, ma sempre ci si deve parlare, discutere, proporsi come un interlocutore. Ciò presuppone che si possa, se l'occasione lo richiede, sfilare con loro. Si preferisce, invece, tornare a chiudersi nelle nostre sezioni, al caldo delle nostre sicurezze e delle nostre intelligentissime elucubrazioni? Io ve lo dico: non con me come segretario”, ha concluso assicurando la convocazione della direzione del partito.


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