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giovedì 27 giugno 2019

Politica lunedì 22 maggio 2017 ore 12:17

Poggio all'Agnello, ora le controdeduzioni

Foto da Tripadvisor

Coppola (Udc): "Una cosa alquanto anomala, da un lato si riduce la ricettività del 40%, dall’altra si aumentano i volumi, di fatto un controsenso"



PIOMBINO — Tra gli ordini del giorno da discutere nel consiglio comunale di martedì 23 maggio ci sarà anche l'illustrazione delle controdeduzioni alle osservazioni sulla variante di Poggio all'Agnello.

Il segretario provinciale Udc Luigi Coppola torna sulla questione approfondendo alcuni aspetti e conseguenze che questa variante scatena.

"E' opportuno chiedersi se i consiglieri che voteranno a favore sanno bene di che si tratta, non vorremmo che si apprestassero a dare il loro consenso senza averne capito il senso e la filosofia. - ha esordito Coppola - Si evince che si tratta di una evidente concessione 'sine qua non', a parte il contributo straordinario, peraltro non ancora normativamente definito dall’amministrazione, che viene erogata ad una ed una sola attività del comune. Quindi un provvedimento urbanistico su misura, nonostante si tratti non di questioni solamente di ordine specifico, ma che introduce uno strumento che dovrebbe avere valenza generale, entrando nel merito delle opportunità e della libera concorrenza". 

Ricostruendo la vicenda, la Rta ha chiesto la possibilità di poter vendere il 40 per cento degli immobili come civili abitazioni giustificando la mossa come conseguenza inevitabile della crisi. Al contempo si chiede un incremento di 3.400 metri cubi da destinare a servizi (leggi gli articoli consigliati).

"Una cosa oggettivamente alquanto anomala, da un lato si riduce la ricettività del 40%, dall’altra si aumentano i volumi, di fatto un controsenso. - ha commentato - Ha fatto bene la società proprietaria del complesso di Poggio all’Agnello a fare le sue richieste, ci mancherebbe, svolge la sua legittima funzione imprenditoriale. Casomai non si comprende quale sia lo spessore dell’amministrazione sotto il profilo urbanistico, visto che accetta tutto quasi a scatola chiusa, fino al punto di dare l’impressione, ovviamente non reale, di adottare direttamente le varianti dei richiedenti, facendole proprie". 

E le altre attività turistiche? "Stanno subendo anche loro pesantemente la crisi. - ha concluso il segretario Udc - Nonostante ciò, costoro dovranno scontrarsi con una sorta di concorrenza prevaricante, grazie ad applicazioni singole delle norme urbanistiche per una specifica azienda concorrente".



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